È morto oggi Claudio Abbado. Era considerato da molti il più grande direttore d’orchestra italiano dopo Toscanini. Nato a Milano nel 1933 da una famiglia borghese, suo padre Michelangelo era violinista e lo ha indirizzato al rigoroso mondo della musica. Anche il fratello Marcello è diventato musicista e direttore del Conservatorio milanese.

Abbado cominciò da giovane a studiare composizione, pianoforte e direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano. Tra le sue prime esperienze c’è stata la direzione dell’Orchestra d’archi del padre. In quegli anni si è legato alla città di Vienna, dove ha vissuto tra il 1956 e 1958 grazie a due borse di studio. Ha seguito corsi perfezionamento di Hans Swarowski insieme a Zubin Mehta, conosciuto al corso dell’Accademia Chigiana di Siena tenuto da Carlo Zecchi.

Nel 1958 Abbado vince il premio Koussevitzky a Tanglewood ed è stato invitato come direttore di un’orchestra in America, ma dopo decide di tornare in Europa. Nel 1959 debutta a Trieste, ma la prima volta ufficiale nel grande circuito internazionale c’è stata nel 1960 alla Scala di Milano, dove diventerà direttore musicale dal 1968 al 1986.

Dal 1966 il maestro era approdato alla guida dell’orchestra più prestigiosa del mondo, i Berliner Philarmonikere nel 1989 è stato scelto come direttore stabile e direttore artistico. Dal 1986 al 1991, invece, è stato direttore musicale della Staatsoper di Vienna e Generalmusikdirektor della Città di Vienna dal 1987.

Nel 1988 ha fondato il Festival Wien Modern, manifestazione annuale di musica contemporanea, poi sviluppatasi su diversi aspetti dell’arte contemporanea. Dal 1994 Abbado era anche direttore artistico del Festival di Pasqua di Salisburgo.

Nel 1978 ha fondato la European Community Youth Orchestra, nel 1981 la Chamber Orchestra of Europe e nel 1986 la Gustav Mahler Jugendorchester dalla quale si è costituita nel 1988 la Mahler Chamber Orchestra. Nel 1992 ha dato vita a Berlino, con Natalia Gutman (celebre violoncellista), alle Berliner Begegnungen, appuntamento durante il quale musicisti di lunga esperienza lavorano con giovani compositori.

Tra i premi di Abbado ci sono i Wiener Philharmoniker nel 1973, nel 1980 la Medaglia d’Oro Nicolai, sempre a Vienna ha ricevuto la Mozart e la Mahler Medaille e l’Ehrenring der Stadt Wien. In Italia gli è stata conferita la Gran Croce per meriti in campo musicale e la Laurea honoris causa dell’Università di Ferrara, in Francia la Croce della Legion d’Onore, in Germania l’Ernst-von-Siemens-Musikpreis e a Cambridge ha ricevuto la laurea honoris causa. Nel 2013 il presidente Giorgio Napolitano gli ha conferito la nomina di senatore a vita.

Il maestro ha sempre sostenuto i giovani talenti. Negli ultimi anni Abbado era impegnato nell’impresa di portare in Italia il “Sistema di orchestra” di José Antonio Abreu; un innovativo meccanismo di educazione musicale di massa. Il progetto si propone togliere dalla strada e riscattare dalla povertà bambini e ragazzi attraverso la musica. Gustavo Dudamel, il direttore di Los Angeles Philharmonic e, dal 2013 alla Scala, è una delle star nate con il Sistema.

A proposito dell’impegno di Abbado nel riprodurre e adattare il progetto di Abreu, Cesare Mazzonis, direttore artistico dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, ha dichiarato alla Stampa: “Non mi faccio illusioni, sarà dura. Ed è chiaro che senza la politica non si potrà far nulla. Però le idee di Claudio sono talvolta utopistiche, ma quasi sempre buone… Quindi, ci proviamo”.

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