La Sony ha presentato Core, un braccialetto di metallo capace di monitorare l’attività fisica, il sonno e i parametri vitali di chi lo indossa. E non solo. Anche delle canzoni ascoltate, dei programmi tv seguiti, dell’attività sui social network. Insomma un braccialetto multisensoriale capace di rilevare il nostro stato d’animo. La Sony, dunque, in nome dei piccioli spinge l’innovazione sul crinale della decodifica dell’intimità di ciascuno. E il capitalismo, dunque, che aveva, prima, ridotto l’uomo a consumatore sembra adesso rieleggerlo a individuo trasformando in business un sistema che cerca di razionalizzare il suo intimo sentire.
Chissà che questa innovazione tecnologica non riporti l’uomo al centro eleggendone la sua felicità a meta della concorrenza competitiva. Chissà che non ritorni in auge l’importanza della poesia come mezzo per migliorare la salute del cuore misurata, ovvio, attraverso il monitoraggio di quei parametri vitali che Core è capace di auscultare. E che invece non si trasformi in un ulteriore strumento con cui una tecnologia più sofisticata riesce ad essere sempre più invadente al punto da farci sbottare contro la Sony – come Tommaso contro Daniele i protagonisti de “Il 7 e l’8”, vittime di uno scambio di braccialetti – dicendo: “ I miei parametri vitali sono tuoi, la mia salute fisica è tua è mai possibile che è tutto tuo?!?!

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