La moratoria del mutuo è un’ottima soluzione in tempi di crisi, ma ha un costo: il pagamento degli interessi che si accumulano nel periodo di sospensione.

 

Nel momento della richiesta del mutuo per acquistare la prima casa, bisogna riflettere con attenzione sull’importo da richiedere e sulla durata dell’ammortamento, ma ci si deve anche informare su come calcolare la rata del mutuo in modo che sia sostenibile per le proprie possibilità economiche. Tuttavia a distanza di anni ci si può ritrovare in difficoltà con i pagamenti. In questi casi è possibile chiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo, opzione prevista dalla maggior parte degli istituti di credito. Ma anche questa possibilità, che sicuramente costituisce un’ottima soluzione in questi tempi di crisi e instabilità occupazionale, ha un costo, spesso anche elevato.

La sospensione del mutuo è altrimenti nota con il nome di moratoria, un’opzione di cui si può usufruire in accordo con il Piano Famiglia, stipulato nel 2009 da ABI e 13 associazioni di consumatori, che prevede la sospensione del rimborso delle rate di mutuo per almeno 12 mesi per i mutui di importo fino a 150.000 euro nei confronti di persone con reddito imponibile fino a 40.000 euro annui che hanno subito nel periodo 2009-2012 eventi particolarmente negativi come morte, perdita del posto di lavoro, insorgenza di condizioni di non autosufficienza e cassa integrazione.
Di questo tema si è occupato Altroconsumo, associazione a difesa dei diritti del consumatore, per il Corriere della Sera. I costi per la moratoria del mutuo sono dovuti ai cosiddetti “Oneri di sospensione” che comprendono gli interessi che si accumulano nel periodo della moratoria e che si dovranno pagare alla banca nel momento in cui si ricominceranno a saldare nuovamente le rate del mutuo.
Altroconsumo ha esemplificato un caso limite: se si sospende per 18 mesi il pagamento delle rate di un mutuo a tasso fisso di 150mila euro, poi si dovranno pagare 4mila euro di interessi alla banca. Da questo esempio si evince che, in caso di moratoria, i consumatori che hanno un mutuo a tasso fisso saranno svantaggiati rispetto a coloro che hanno un mutuo a tasso variabile. Vediamo perché.
Secondo quanto previsto dalla legge il Fondo di solidarietà per l’acquisto delle prima casa, che ha consentito a 10.350 famiglie in difficoltà di sospendere il pagamento delle rate del mutuo, ha l’obbligo di pagare solo in parte gli interessi che la banca deve al cliente nel periodo di sospensione, in particolare la parte relativa ai parametri di mercato.
Nei mutui a tasso variabile il tasso d’interesse è composto dall’Euribor e dallo spread, cioè il valore che ogni banca aggiunge all’indice Euribor. Quando il mutuatario comincerà a pagare nuovamente le rate, perciò, dovrà alla banca solo lo spread.
Nei mutui a tasso fisso, invece, il tasso d’interesse è composto dall’Irs e dallo spread. Quando il mutuatario pagherà nuovamente le rate, quindi, dovrà alla banca non solo lo spread, ma anche la differenza fra il valore attuale dell’Irs e quello al momento della stipula del mutuo. Dal momento che i tassi stanno calando, chi ha sospeso un mutuo a tasso fisso dovrà alla banca il pagamento quasi per intero degli interessi.
Secondo i dati dell’Abi, Associazione bancaria italiana, sono 10.350 le famiglie che hanno chiesto la moratoria del mutuo, per un controvalore di 988,5 milioni di euro. Nel 93% dei casi le richieste sono dovute alla perdita del posto di lavoro.
A queste famiglie si aggiungono anche i 98-.158 risparmiatori che hanno richiesto la sospensione del mutuo tra il 2009 e marzo 2013, grazie al precedente Piano Famiglia dell’Abi, per un totale di 686 milioni di euro.
Il pagamento degli interessi accumulati durante il periodo di sospensione non deve essere necessariamente pagato in un’unica soluzione e può essere all’occorrenza rateizzato, senza ulteriori interessi come assicura l’Abi: «È un valore incrementale della rata che non genera nuovi interessi. La cosa importante è che la legge ti permette di sospendere il pagamento».
«È come se avessi la possibilità di un anno e mezzo in più di finanziamento, a un tasso inferiore a quello che si avrebbe se si accendesse un nuovo mutuo – continuano all’Abi -. E la banca ha un costo: se il cliente deve ridare il capitale in dieci anni lo restituisce in 11 pagando gli interessi, ma molto frazionati nel tempo».
L’importo degli oneri da pagare, poi, dipende anche dal periodo di sospensione: è ovvio che si sospenderà la rata per soli sei mesi gli interessi da pagare saranno di gran lunga minori. È quindi importante informarsi preventivamente sui costi da pagare per la moratoria del mutuo, prima di effettuarne richiesta, così da evitare spiacevoli sorprese.

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