Ecco gli effetti della decisione del partito di Casini di abbandonare posizioni terziste

Innanzitutto, cala repentinamente la quota dei dichiaranti il voto. Certamente i cambi occorsi nel panorama politico e il ripensarsi delle alleanze in funzione della nuova legge elettorale lasciano una quota importante dei cittadini “in attesa” che si delinei meglio la situazione.

Di fatto le intenzioni di voto mantengono alcuni trend già evidenziati: il forte calo del centro, il ridimensionamento del centrosinistra e la lenta ripresa del M5S.
Data la nuova struttura delle alleanze e il progressivo delinearsi dei meccanismi della legge elettorale Lorien Consulting ha voluto testare anche un’ipotesi di scenario elettorale con tre grandi partiti/ o coalizioni.

Se nell’attuale conformazione e operando una semplice somma dei valori delle liste il centrodestra con l’aggiunta dell’UDC di Casini riesce a sopravanzare il centrosinistra di un punto e mezzo, viceversa nello “scenario secco” e con i nomi dei leader candidati alla premiership la coalizione di Renzi otterrebbe maggiori consensi. Importantissimo sottolineare (in questo secondo caso) l’altissima quota dei rispondenti (80%), anche superiore a quella che potrebbe essere l’affluenza attesa per le elezioni politiche.

Infine sono nette le indicazioni di eventuali primarie che dovrebbero scegliere quali leader dovrebbero guidare gli schieramenti. Gli elettori di centrodestra preferirebbero senza alcun dubbio Alfano così come nel centrosinistra continuerebbero ad affidarsi a Renzi. Viceversa nel M5S la partita sarebbe più aperta e, escluso Grillo incandidabile, al momento si dividono tra i sostenitori di Di Maio e quelli di Di Battista, entrambi fedeli alla linea comune del Movimento ma, come si è visto in questi giorni caldi, con approcci e uno “stile politico” sicuramente differenti.

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