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Il governo Manila e i ribelli musulmani appartenenti al gruppo MILF (Moro Islamic Liberation Front) hanno annunciato, al termine di una lunga serie di negoziazioni durate una settimana, di aver raggiunto un accordo di pace.

Il governo e i rappresentanti del MILF hanno firmato l’ultimo di una serie di accordi-quadro a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, il cui governo si è proposto come mediatore nella difficile trattativa.
L’intesa pone fine ad oltre 40 anni di lotte nel sud del Paese che hanno causato la morte di migliaia di persone, ed è parte di una road map che stabilisce le modalità dello scioglimento del movimento, la consegna delle armi da parte dei ribelli, la delimitazione delle acque territoriali a sud di Mindanao, nonché il ruolo di una forza di polizia che dovrà dispiegarsi nella regione del Bangsamoro, che otterrà maggiore autonomia dal governo centrale.

L’accordo, insieme con altri tre, farà parte di un patto di pace globale che dovrà poi essere firmato a breve a Manila. Trasformare il Fronte Moro in un alleato del governo è considerato un passaggio chiave per mettere fine all’insorgenza islamica nel Paese, nonostante altri gruppi armati continuino a resistere.

Proprio due giorni dopo la firma degli accordi con il MILF, in un villaggio remoto dell’isola di Mindanao, l’esercito filippino ha lanciato una grande offensiva contro il BIFF (Bangsamoro Islamic Freedom Fighters), un altro gruppo ribelle nato nel 2008 da una scissione interna al MILF.
L’accordo siglato con il Moro e la tolleranza zero verso gli altri gruppi ribelli testimoniano la volontà del presidente Benigno Aquino di pacificare il Paese prima di lasciare la sua carica a metà del 2016.

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