Così Napolitano strapazza il Corriere della Sera

Così Napolitano strapazza il Corriere della Sera
La dura reazione del capo dello Stato alle indiscrezioni di Alan Friedman pubblicate oggi sul Corriere della Sera svela rapporti tesi tra Quirinale e via Solferino.

#Altrochegolpe. Se il presidente della Repubblica utilizzasse il linguaggio di Twitter sicuramente prenderebbe a prestito l’hashtag lanciato oggi dal direttore del Foglio, Giuliano Ferrara.

Il tema è lo scoop lanciato oggi sul Corsera e contenuto nel libro di Alan Friedman: il capo dello Stato sondò Mario Monti come successore di Berlusconi a Palazzo Chigi già nell’estate del 2011. Quel governo, come è noto, cadde soltanto qualche mese dopo, a novembre.

Quanto basta per far gridare al “golpe” Forza Italia e M5S. Un polverone mediatico su cui Napolitano ha scelto di intervenire con una dura lettera indirizzata al direttore del quotidiano Rcs, Ferruccio de Bortoli.

LE BACCHETTATE DI NAPOLITANO
Il presidente inizia con una certa ironia chiamando l’autore del libro, il noto giornalista già al Financial Times nonché conduttore e scrittore, “brillante pubblicista”.

Napolitano ricorda poi come fosse stato lo stesso Corriere della Sera a contribuire all’ascesa di Monti: “Nel corso del così difficile – per l’Italia e per l’Europa – anno 2011, Monti era inoltre un prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria sulle colonne del Corriere della Sera. Egli appariva allora – e di certo non solo a me – una risorsa da tener presente e, se necessario, da acquisire al governo del paese”.

E Napolitano tiene a precisare la differenza tra la realtà dei fatti, ricostruendoli minuziosamente, e il “fumo” contenuto nell’indiscrezione pubblicata: “Mi scuso per aver assorbito spazio prezioso sul giornale da lei diretto per richiamare quel che tutti dovrebbero ricordare circa i fatti reali che costituiscono la sostanza della storia di un anno tormentato, mentre le confidenze personali e l’interpretazione che si pretende di darne in termini di “complotto” sono fumo, soltanto fumo”.

I PRECEDENTI
L’affaire “complotto” non è che l’ultimo capitolo di un rapporto stranamente poco disteso tra via Solferino e il Quirinale. Alcuni osservatori si stupiscono ancora di più se si pensa che Napolitano ha scelto proprio un giornalista del Corsera, Maurizio Caprara, come capo ufficio stampa. Lo scorso agosto, tra l’altro, una secca smentita era arrivata sulla ricostruzione di un incontro con i capigruppo del Pdl. E ancora un’anticipazione errata era comparsa sulle colonne del quotidiano a proposito dei senatori a vita: il quotidiano Rcs lanciò in prima pagina l’indiscrezione secondo cui il giorno dopo Napolitano avrebbe nominato tra i senatori a vita anche Giuliano Amato (ma Amato non è stato nominato senatore a vita).

Oggi nuove rivelazioni che in realtà tra gli addetti ai lavori appaiono più che altro come un “segreto di pulcinella”. Come spiega il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, in uno speciale in bistratta ironicamente chi oggi – anche tra i berlusconiani – si scandalizza e chiede l’impeachement. Era Berlusconi il primo a sapere dei contatti informali di Napolitano con Monti. Tanto è vero che fu lui, il Cav., il primo pochi mesi dopo a votarlo.

 

ultima modifica: 2014-02-10T19:40:44+00:00 da Fabrizia Argano

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