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Chi dall’interno del Cnel vuole chiudere il Cnel

Sono commentatore di Formiche sin dalla nascita, oltre dieci anni fa, del mensile. Sono anche Consigliere del CNEL, tra gli “esperti” di nomina diretta del Capo dello Stato. Vorrei aggiungere alcune precisazioni all’articolo di Leo Soto sul convegno programmato per il 6 marzo e rimandato “sine die” dopo le proteste di alcuni colleghi, in toni che chiunque abbia visto la diretta in streaming può giudicare.

In breve, il convegno non era un’iniziativa estemporanea che avrebbe dato le luci della ribalta al Dr. Corrado Passera, di recente promotore di un movimento politico-culturale. L’organizzazione è iniziata oltre un anno fa quando una delle maggiori associazioni di rappresentanza imprenditoriale, denunciò l’insostenibilità per il sistema delle imprese, dei mancati pagamenti da parte dello Stato.

E’ questo tema al centro della politica economica. Non solo l’Italia è stata posta nel banco degli accusati dalle autorità europee, ma come è noto il Consiglio dei Ministri del 12 marzo cercherà di varare misure più efficaci di quelle messe in atto dal precedente governo. Già nel giugno 2012, il CNEL ha organizzato una giornata seminariale su come ridurre lo stock di debito pubblico nel corso della quale sono state messe a raffronto varie proposte, naturalmente pure quelle relative al debito commerciale delle pubbliche amministrazioni presso le imprese; le relazioni sono disponibili nel sito del CNEL.

Quindi, il Convegno si sarebbe posto nell’ambito di un’attività di lungo periodo, a cui il CNEL ha contribuito anche con un disegno di legge ed un documento di osservazioni e proposte all’attenzione di Governo e Parlamento. In particolare, il 17 aprile 2013 l’Assemblea del CNEL approvava un documento di osservazioni e proposte sul tema del pagamento dei debiti scaduti delle pubbliche amministrazioni. Il 20 giugno 2013, il CNEL presentava alle Camere un proprio Disegno di Legge sui contenuti delle leggi di Bilancio, un autentico atto rivoluzionario che, se accolto, stravolgerebbe le consolidate e forse decrepite, modalità di stesura del Bilancio dello Stato.

Dopo l’iniziativa imprenditoriale, si è formato un gruppo di lavoro, in aggiunta a quelli istituiti dalle Commissioni istruttorie CNEL. Tale gruppo è in gran parte composto dagli stessi relatori del convegno; all’epoca il Dr. Passera era Ministro dello Sviluppo Economico (quindi, aveva per così dire il “dovere istituzionale” di fare parte del gruppo e di tirarne le conclusioni). Prima di concludere i lavori, il gruppo ha deciso di affidare ad un pubblico dibattito i risultati a cui era pervenuto; Il CNEL è parso a tutti come la sede appropriata per tale dibattito.

Ne era informato da mesi l’Ufficio di Presidenza, organo d’indirizzo politico del Cnel, del quale fanno parte, oltre il Segretario Generale e l’allora vice Segretario Generale, i due Vice Presidenti eletti dall’Assemblea in rappresentanza l’uno delle organizzazione dei datori di lavoro, l’altro di quella dei lavoratori, nonché i Presidenti delle Commissioni in cui si svolge la gran parte dell’attività del Consiglio. A tale Ufficio, è stata esibita, all’epoca, la lettera del Presidente dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici del 28.11.2013, nella quale si chiedeva, anche per conto dei colleghi della Banca d’Italia, dell’Autorità Antitrust, della Corte dei Conti, del Consiglio di Stato, del Consiglio Superiore della Magistratura, la disponibilità del CNEL per ospitare un “convegno sui ritardi di pagamento della P.A.”.

Queste precisazioni sembrano essenziali perché riflettono i fatti quali li conosco. Se altri colleghi vogliono portarne altri mi auguro che Formiche voglia accogliere i loro contributi. Mi auguro soprattutto che il convegno, per ora rimandato, si tenga (facendo, se del caso, aggiustamenti nel programma) nel “Parlamentino” del CNEL, casa comune delle parti sociali, delle professioni, del terzo settore e degli esperti di chiara fama di nomina presidenziale.

Sarebbe seguire la “politica dello struzzo” nascondere che il comportamento scomposto, ed adolescenziale di alcuni, mostrato in streaming non rifletta un malessere più profondo di chi non si sente più a suo agio nel CNEL anche per il perdurate assenteismo di suoi colleghi di categoria e per lo scarso peso di chi rappresenta in gran misura pensionati al di fuori della produzione e del mercato del lavoro.

Ad essi rispondo che un comitato presieduto dal collega Tiziano Treu sta lavorando ad una proposta per rendere il CNEL più efficace, meglio rappresentativo delle realtà produttive e sociali, più tempestivo nella sua azione di supporto Governo e Parlamento. Tale proposta è stata dibattuta il 20 marzo ed entro la fine di aprile sarà probabilmente sulle scrivanie del Presidente del Consiglio e dei Presidenti di Camera e Senato. Suggerisco che dedichino le loro energie al miglioramento di questa proposta piuttosto che ad azioni che indeboliscono l’organo di cui fanno parte e da cui ricevono un piccolo compenso mensile, anche se è raro vedere documenti da loro scritti e sono scarsamente comprensibili le loro frequenti richieste di essere affiancati da consulenti per fare quello che è il lavoro  istituzionale dell’organo.

L’unico lavoro per la scena di Ernest Hemingway si intitola “La Quinta Colonna”. Era un dramma serio. Forse al CNEL si cela una “quinta colonna”. Da vaudeville.

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