In principio, dopo la scomparsa dei dinosauri della Politica, venne il tempo del Caimano. Anche lui di sangue freddo. Che inventò la stagione dei “fatto” che timbravano i manifesti in cui erano riassunti i principali interventi del Governo targato Forza Italia. Il risultato di quell’esperienza fu inferiore nella sostanza a quanto veniva percepito dall’opinione pubblica attraverso la assai persuasiva azione di marketing del Cav. orchestrata da Pubblitalia. 
Seguirono anni opachi,  i governi  Prodi, i successivi Governi Berlusconi dove sia i provvedimenti che il racconto degli stessi sono andati peggiorando. In una sorta di deriva reciproca in cui modesti amministratori si univano a modesti retori. 
 Fu quindi il tempo dei tecnici, degli Ottimati, di Monti e del Delfino Letta. Ma sia Monti che Letta, hanno dimostrato di essere due mammiferi di acqua dolce, da acquario. Bestie, intelligentissime, che hanno però sempre bisogno dell’allenatore che gli tira il biscottino. E infatti il primo è finito male quando, pensando che gli stesse per arrivare il premio per la manovra appena eseguita, si trovò invece tra le mani un cane. Al secondo è andata male perché nella stessa vasca gli hanno infilato un delfino, sempre addomesticato, ma un tantino cchiu’ siravagghiu. Quello anni 80: Flipper. Lo ricordate? Capace di conquistare rapidamente il pubblico con le sue piroette. 
Ora Matteo Renzi, giovane zio di un’Italia eterna bambina, le mette nella tasca del grembiulino un po’ di Euro. E lo fa con i modi “smart”, un poco spacconi che, per carità, piacciono tanto. Anche perché non se ne può più di piagnoni e di disfattisti. Di loden e culi di gallina. Meglio euro cento che Carla Centone. Il guaio, però, è che tutte le volte che le iniziative sono comunicate con troppa enfasi, imbastarditi come siamo da venditori di Folletto e imbonitori vari, abbiamo sempre il timore che chi prova a convincerci abbia da guadagnare più di noi e che ad alcuni fortunati tra noi spetti il cambio shimano. 

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