Carrellata di reazioni, prime analisi e ricostruzioni sui provvedimenti che riguardano il fisco e il lavoro che ieri il premier ha illustrato in conferenza stampa

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Promosso o bocciato Le reazioni alla conferenza stampa. Per Brunetta è “Finanza creativa”. Camusso: “Bene il taglio tasse in busta paga, ci ha ascoltato” (Corriere). Alcuni punti sui quali misurare riuscita o fallimento del governo Renzi (La Stampa). Il gioco scoperto e dal sapore di sinistra (Europa). ”Il messaggio del premier oscilla tra lo shock e lo spot”, scrive Giannini su Rep. Per Dario Di Vico l’obiettivo trasparenza non è raggiunto e lo scarto tra “annunci e realtà” persiste. Folli sul Sole 24 Ore scrive di “nuovo contratto con gli italiani”, bisogna verificare tutto, “ma non importa: Renzi ci ha messo la faccia in uno spettacolo tutto politico”. Sacconi intervistato sul Sole: “Stop agli errori della Fornero, finalmente torna il buon senso”.

Parola presa A colloquio con Aldo Cazzullo sul Corriere, Matteo Renzi assicura “entro il 1° maggio 10 miliardi a 10 milioni di italiani. E se i tempi slittano, non esiterò a fare un decreto legge”.

Il ruolo di Padoan Il suo compito “in una trinità quasi impossibile”: assicurare il taglio delle imposte, mantenere rapporti costruttivi con Renzi e garantire al resto d’Europa la tenuta dei conti. L’altolà al premier: “Così non si può fare il decreto”, scrive Federico Fubini su Repubblica.

L’ITALICUM È LEGGE La riforma elettorale passa alla Camera con 365 sì, 156 no e 40 astenuti. Contrari Popolari, M5S, Lega, Fdi e Sel. Ora il voto definitivo spetta al Senato. Renzi: “Ci sono limiti, ma è una rivoluzione impressionante. Se non chiudo con il bicameralismo, si chiude la mia esperienza politica” (La Stampa).

Il testo, remember? Premio di governabilità del 15% al partito o alla coalizione che ottiene il 37% dei consensi. Soglia massima di 55% dei seggi. Eventuale ballottaggio tra i primi due se non raggiungono il bonus. Sbarramenti nazionali del 12% per le coalizioni, del 4,5% per i partiti che ne fanno parte e dell’8% per chi si presenta da solo. Liste bloccate, da tre a sei candidati, che potranno presentarsi in massimo 8 seggi dei 120 in cui sarà divisa l’Italia.

Questione interna Enrico Letta e Pippo Civati tra i 13 assenti ingiustificati dem. Poi la stoccata di Bersani: “Complotti? Matteo piuttosto ci dica grazie”.

La protesta I cartelli del M5S: “Renzi-Cavaliere condannati all’amore” (Corriere).

La parità bocciata La storia sta con le quote. In politica “per le donne va ripristinato l’equilibrio. Dopo di che, addio quote”, scrive Gian Antonio Stella sul Corriere.

Analisi Esistono gli elettori forza-renziani? (Rep).

Piemonte Dopo un lungo tira e molla Cota firma il decreto: si vota il 25 maggio, in contemporanea con le elezioni europee (La Stampa).

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