Le mosse del premier tra un ceffone a Grasso e Rodotà, la visitai a Londra e il taglio dell'Irap.

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I distinguo di Pietro Grasso sulla riforma di Palazzo Madama (oggi prevista l’approvazione del Governo) mettono a rischio la tenuta della maggioranza. Ma Renzi minaccia le dimissioni se il testo non sarà approvato, in un’intervista al Corriere.

Il fronte Grasso “Non si può cambiare la costituzione a colpi di fiducia”, ha detto ieri il presidente del Senato. Serracchiani invita Grasso, “eletto nel Pd”, a rispettare la linea del partito. Venticinque senatori Pd firmano un documento che approva la “linea Grasso”, e così la maggioranza non ci sarebbe. In serata Delrio conferma: sarà un Senato di non eletti, per superare “un sistema barocco” che “non è un problema per i senatori, ma per i cittadini”.

Parla Renzi “Basta con i professionisti dell’appello. Ho giurato sulla Costituzione non su Rodotà e Zagrebelsky”, dice il presidente del Consiglio al Corriere. Beppe Grillo ha firmato l’appello. Secondo Repubblica c’è il consenso degli italiani alla riforma del Senato in nome dei tagli.

Il testo Oggi il Consiglio dei ministri approva la riforma: 148 senatori, nessun eletto, il Senato potrà proporre la modifica delle leggi alla Camera.

Agenda Oggi il Consiglio, martedì e mercoledì Renzi vola a Londra da Cameron. Entro il 10 aprile arriva il decreto per il taglio Irap, scrive il Messaggero, con tagli per 7 miliardi, anche alla Sanità.

 

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