Il generale Alberto Manenti è il nuovo direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna, il servizio segreto militare che si occupa prevalentemente di intelligence all’estero.

Finora numero due dell’agenzia, Manenti gode della stima del Comparto Servizi ed è considerato tra coloro che più conoscono la complessa e delicata “macchina” dell’Aise.

Nata nel 2007 dalle ceneri del Sismi, l’agenzia fa parte del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Una scelta quasi naturale la sua, che segue alcuni veleni, polemiche e indiscrezioni della vigilia (come quella che voleva la nomina del capo di gabinetto del ministero della Difesa, il generale di squadra aerea Carlo Magrassi), ma che rappresenta un elemento positivo per l’esperienza che il nuovo direttore ha maturato in questi anni e che potrà mettere a servizio dell’agenzia.

Nominato dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), Manenti sostituisce il prefetto Paolo Scarpis, designato a suo tempo direttore ad interim per prendere il posto – in attesa della decisione del governo -, del generale Adriano Santini che aveva retto l’incarico per quattro anni.

Allora l’esecutivo guidato da Enrico Letta con la collaborazione dell’Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica Marco Minniti, in attesa che si insediasse quello nuovo presieduto da Matteo Renzi, scelse la strada della prudenza, rimandando questa scelta cruciale a chi avrebbe avuto di lì a poco responsabilità di governo.

E sono stati proprio Renzi e il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in linea con quanto prevede la riforma dei Servizi che non confina più la scelta al solo mondo militare – e che in questo caso specifico viene applicata per la prima volta -, a proporre una rosa di candidature da cui è stato scelto il nome del nuovo direttore dell’Aise Manenti.

Pur reduce dalla buona direzione di Scarpis, l’Aise – una linea condivisa da Formiche – avvertiva l’esigenza di un nuovo vertice con un incarico di medio periodo e con funzioni piene, per affrontare le tante sfide che attendono il Paese.

Condividi tramite