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Gli ecobonus fanno bene all’economia e creano posti di lavoro

Gli ecobonus per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli edifici hanno fatto bene all’economia e hanno creato migliaia di posti di lavoro.

Molte famiglie italiane nel 2013 e in questi primi mesi del 2014 hanno deciso di investire sulla casa grazie agli ecobonus. A dirlo è il Cresme (Centro Ricerche Economiche e Sociologiche e di Mercato nell’Edilizia) secondo cui con le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica sono stati creati circa 226 mila posti di lavoro e sono stati investiti circa 28 miliardi di euro. Mettere i mutui più convenienti sul mercato a confronto è sicuramente un modo per trovare la liquidità necessaria a fare i lavori e gli italiani sembra non si siano lasciati sfuggire questa possibilità.

Secondo i dati elaborati dal Cresme in collaborazione con il Servizio studi della Camera dei deputati, quindi, gli ecobonus 2013 e rinnovati al 2014 hanno avuto un gran successo in Italia e hanno fatto bene sia all’economia sia all’occupazione. Come detto, le detrazioni fiscali al 50% e 65% per ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica hanno portato 28 miliardi di euro di investimenti con circa 5 miliardi di Iva incassati dallo Stato. I mesi di gennaio e febbraio, poi, hanno fatto registrare un vero e proprio boom di investimenti con un +54% in confronto dei primi mesi del 2013.

“I dati – ha detto al Sole24Ore il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini – si portano dietro alcune riflessioni sulla situazione del settore edilizio oggi: la prima è che si fanno ormai diffusi i segnali di una ripresa selettiva in cui certamente il mercato della riqualificazione è e sarà il motore trainante dell’edilizia; la seconda è che i lavori di riqualificazione e risparmio energetico stanno dando un contributo importante alla questione del lavoro […] La terza riflessione è che, con questi dati, dobbiamo ritenere che abbia funzionato anche la leva di emersione dal nero di questo settore. Questo è un elemento che non siamo ancora in grado di stimare con precisione ma certamente ci sentiamo di correggere l’idea che in passato si era consolidata che l’incentivo fosse uno stimolatore di nuovi investimenti ma poco avesse funzionato nel senso dell’emersione”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi che ha dichiarato: “La proroga del bonus fiscale per gli interventi di efficientamento e di ristrutturazione e nella filiera del mobile ha generato un volume di 28 miliardi, pari al 2% del Pil. È la dimostrazione che la leva fiscale, se usata con forza e con intelligenza, produce sviluppo e lo dico anche ad alcuni miei amici del ministero dell’Economia”.

I numeri sono importanti e assumono ulteriore valore se confrontati con i dati del 2013: a fine anno, infatti, le stime del Cresme parlavano di solo 19 miliardi di investimenti per 189.088 posti di lavoro creati. Con la proroga delle detrazioni fiscali per il 2014, però, gli investimenti degli italiani sono aumentati e sono cresciuti a 28 miliardi. L’occupazione, inoltre, ha contato più di 226 mila lavoratori in più che arrivano a 339.508 se si considera anche l’indotto.

“Gli incentivi funzionano – ha affermato il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci – e i cittadini li percepiscono in tutta la loro utilità. Ora bisogna stabilizzarli, trasformarli in una vera politica coordinata che faccia sviluppo con la nuova edilizia di qualità e il risparmio energetico”. Ricordiamo agli interessati che gli ecobonus al 65% sono stati rinnovati fino al 31 dicembre 2014, mentre dal 2015 passeranno 50% e dal 2016 al 36%. Nel periodo preso in esame continueranno anche le detrazioni fiscali sui lavori di ristrutturazione e per l’acquisto di mobili o di elettrodomestici ad alta efficienza energetica.

 

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