L’Istituto Cattaneo di Bologna, noto da decenni per la sua precisione in materia di statistiche elettorali, in particolare per il calcolo dei flussi e riflussi tra le varie formazioni politiche, nell’ultima rilevazione demoscopica pubblicabile prima del divieto di legge preelettorale, ha evidenziato un dato che pare la scoperta dell’acqua calda: in 22 paesi su 27 facenti parte dell’Unione Europea, il 25 maggio andranno bocciati i partiti al governo, causa le crescita delle forze nazionaliste e antieuro che paiono senza freni. Unica eccezione parrebbe l’Italia: dove, essendoci un governo nato da poco più di due mesi, l’elettorato non è decisamente critico verso l’esecutivo e, al contrario, potrebbe premiare il governo Renzi e il suo partito facendogli recuperare consensi rispetto alla consultazione politica del febbraio 2013.

Sembra che il detto «piove, governo ladro», non sia tipico della tradizione popolaresca italiana e che, dall’Inghilterra alla Polonia, chi sia al potere da tempo venga accusato d’inerzia o d’inefficienza, mentre chi sia più giovane e privo d’esperienza meriti qualche incoraggiamento in più. Sta di fatto, però, che da diverso tempo sono tutti i popoli d’Europa a protestare verso un’istituzione nella quale, a decidere, non è la politica, bensì i detentori del potere economico.

Inoltre, rispuntano un po’ ovunque vecchi e nuovi indipendentismi, mentre, non solo per l’Italia, le elezioni europee non sono avvertite, dalla maggioranza dei cittadini, alla stessa stregua di quelle politiche nazionali. Per non parlare, sempre per l’Italia, dell’esplosione di un interventismo giudiziario senza limiti che certo non invoglia a recarsi alle urne se poi gli eletti dovessero dimostrarsi immeritevoli di fiducia o addirittura non creduti in partenza di determinare alcunché.

Siamo, insomma, messi male, anzi malissimo. E se, alla corruttela, si aggiungono le lotte di potere in corso nella magistratura di cui esplicitamente parlano, con preoccupazione, giudici non militanti ed equilibrati, anche nel più umile degli elettori sorge il sospetto che certe inchieste clamorose siano obbiettivamente mirate a colpire qualcuno e a favorire qualcun altro. Come, del resto, è già altre volte accaduto nella penisola: specie nei primissimi anni Venti del Novecento, quando il nuovo e il diverso era incarnato dal fascismo, in nome della salute pubblica.

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