Certo, è più semplice parlare del bonus Irpef da 80 euro che far capire i meccanismi degli Eurobond. Meno complicato parlare di aumentare le pensioni minime che discutere di come modificare il Fiscal Compact (come chiede ad esempio l’economista Gustavo Piga). Più televisivo dire di uscire dall’euro che approfondire le misure sul taglia debito, per non parlare del micidiale Erf (qui l’analisi dell’economista Antonio Maria Rinaldi).

Si dirà: in vista del voto del 25 maggio per l’elezione del Parlamento europeo si dovrebbe però parlare di Europa e non solo di questioni domestiche, come consiglia oggi Pierluigi Magnaschi, direttore del quotidiano Italia Oggi. Eppure i temi da approfondire, e su cui magari dividersi, non sono pochi. Oppure si potrebbe semplicemente rispondere alle domande poste da un osservatore del calibro di Paolo Savona, economista ed ex ministro, una delle poche voci che invita a parlare e discutere di questioni serie che stanno attanagliando non solo l’Italia ma tutta l’Europa (qui l’articolo di Savona).

E invece no: si parla di bonus Iperf, di Tasi, ma anche di Dudù, perfino di Hitler e pure di Pol Pot.

Così, per evitare di farsi abbindolare solo da slogan e chiacchiere televisive, per un voto consapevole e poco emozionale si può dare una occhiata ai programmi presentati dai partiti e e dalle liste che si candidano alle elezioni europee.

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