Incontro con il Tim Burton nostrano

 

 i “Canti della Forca”

i “Canti della Forca”

Ritrovarsi in una sciccosa enoteca dei Parioli per incontrare un personaggio singolare come Stefano Bessoni rende quantomeno la serata originale. Sin dall’ingresso del locale, “Guerrini dal 1958”, ci accolgono in bella vista fila di bottiglie e la visione di un bancone in marmo che conserva il gusto retrò di questa istituzione dell’eno, che, come dice il nome,  ha superato i 50 anni di storia. Tra casse di vini fuoriescono scatole “magiche” che racchiudono i pupazzi protagonisti di questa nuova avventura. Ed alle pareti del locale file dei disegni originali di questo straordinario illustratore che ieri ha presentato il suo nuovo libro: i “Canti della Forca” ispirati all’omonima “Galgenlieder”, l’opera più famosa dello scrittore tedesco Christian Morgenstern (Monaco di Baviera 1871- Merano 1914).

Ci racconti chi è Stefano Bessoni? Sono un illustratore come sono anche autore dei testi che interpreto. Rielaboro dei testi per novel story ed interpreto  la mia realtà attraverso la dimensione fantastica in cui vivo. Infatti il mio ultimo film Krokodyle (che tradotto in polacco significa coccodrilli) il protagonista è il mio alter ego che si chiama Kaspar, interpretato dall’attore Lorenzo Pedrotti, ed è una novella autobiografica in cui racconto come vivo tutti i giorni. In questo lungometraggio è narrata la storia di un regista illustratore che non riesce a realizzare il suo sogno ed è rappresentato nel suo quotidiano popolato da creature fantastiche ed amici immaginari. Ha vinto tantissimi premi ed ho ricevuto tanti incoraggiamenti per la produzione del film. E’ un film coraggioso. Spesso è paragonato a Eraserhead di David Linch  o comunque ad una filmografia internazionale. 

Come ti poni nei confronti del mezzo cinematografico? Il primo amore è stata l’illustrazione. Dall’età di bambino prima, sin da ragazzo poi, sono sempre stato appassionato anche del cinema ed a fare film ho dedicato tutto il mio impegno. La pellicola è la mia missione d’artista e l’idea di proiettare un’immagine in bidimensionale, rendendola  più reale del reale, mi ha aiutato a ricreare l’immaginario del mio mondo. Sono un creatore d’immagini che attraverso l’ utilizzo della macchina da presa do vita al mio mondo immaginario animando i miei personaggi che magicamente si staccano dal foglio di carta per acquisire nuove dimensioni.

Quando prendono vita questi personaggi? Costruisco questi mostriciattoli dopo aver raccolto diversi oggetti ai quali innesto o aggiungo altri elementi fino a creare questi burattini che prendono forma in wunderkamer (camera delle meraviglie). Così realizzo il mio mondo cinematograficamente parlando. Il tutto poi è enfatizzato anche dalle scenografie. Ricordo che la scenografa di tutti i mie film è mia moglie.

Quando esce il film  “ I canti della forca”? Abbiamo modo di vederlo nel DVD allegato al libro che presento oggi e che raccoglie le illustrazioni originali del canti della forca.

Che tecnica usi per girare questi film? Ad esempio questo piccolo film è realizzato in animazione con la “stop-motion” che è una tecnica che si basa sul movimento che viene dato a questi burattini davanti alla macchina da presa. Ed ho finito adesso di preparare un libro che uscirà a settembre in libreria sulle tecniche delle stop-motion perché ho affinato molto la mia esperienza ma questa tecnica necessita divulgazione. Nei paesi dell’Est, così come in America e Gran Bretagna questa tecnica è ben nota. Ho fatto molte esperienze di formazione all’estero e ritengo che in Italia vada insegnata perché offre grandissime opportunità. E’ per questo che tengo diversi seminari e workshop sul tema.

Che tecnica è questa delle illustrazioni? Matita, acquerello, tempera laccata che ripasso in acquerello su carta e poi rielaboro il tutto in digitale “compositing”.

Che importanza ha la musica nei tuoi film? Sono importantissime. Le musiche sono create ad hoc da un gruppo friulano che si chiama Za Bum con sapore circense, musiche ebraiche ed influenze etniche, (http://za-bum.blogspot.it) a mio avviso grandiosi!

Tu insegni? Insegno tecnica cinematografica e regia dal ’99. Sì, la formazione mi appassiona. Insegno a Roma all’ Accademia di Cinema e Televisione Griffith, e nel Master della Fabbrica delle Favole di Macerata.

Stefano quali progetti hai in cantiere? Sto preparando un libro su Pinocchio in forma macabra che uscirà ad ottobre, di cui Barry Purves ha scritto la prefazione del libro in uscita. Beh ora i miei burattini e la mostra di disegni rimane qui per due settimane. Spero così che la gente abbia modo di venirmi a conoscere più da vicino. Tra l’altro la scelta di questo luogo per la presentazione del mio libro è divertente no? E bevendo un buon bicchiere di vino si potranno ammirare le mie creature. Poi mi piacerebbe che la mostra divenisse itinerante.

Chi compra i tuoi libri? Il mio pubblico va dagli otto a trent’anni, da bambini ed adolescenti e vari appassionati del mondo macabro, gotico e poetico. Poi si possono venire a comprare qui o anche in Libri.it. Il libro pubblicato da Logos edizioni  viene venduto anche online sia in versione inglese che italiana.

Il mio consiglio è venire, per chi è a Roma, ad ammirarli di persona. E’ un’ottima occasione per vivere un quartiere di Roma così poco “popolare” in un’atmosfera surreale. E lasciarvi coinvolgere da questa visione fantastica che potrete incrementare grazie alla varietà (e qualità) degli alcolici venduti.

ultima modifica: 2014-05-17T19:53:05+00:00 da Fabiola Cinque
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  • MarcoStancati

    Stefano ha ragione quando dice che anche i bambini sono acquirenti dei suoi libri perché catturati dall’empatia dei suoi mostriciattoli. Sbaglia quando limita alle fasce di età più giovani il pubblico interessato. Sono bastati i primi due giorni a “Guerrini dal 1958″ per vendere quasi interamente la dotazioni di libri a disposizione; e tra gli acquirenti c’era più di un over 60! Concordo: mettere insieme buon cibo, buon vino, giusta atmosfera e stimoli culturali è una miscela stimolante. E il booksigning, quando è generoso come quello di Stefano, è un’iniziativa che suggella la partecipazione emozionale autore-fruitore.

  • MarcoStancati

    Stefano ha ragione quando dice che anche i bambini sono acquirenti dei suoi libri perché catturati dall’empatia dei suoi mostriciattoli. Sbaglia quando limita alle fasce di età più giovani il pubblico interessato. Sono bastati i primi due giorni a “Guerrini dal 1958″ per vendere quasi interamente la dotazioni di libri a disposizione; e tra gli acquirenti c’era più di un over 60! Concordo: mettere insieme buon cibo, buon vino, giusta atmosfera e stimoli culturali è una miscela stimolante. E il booksigning, quando è generoso come quello di Stefano, è un’iniziativa che suggella la partecipazione emozionale autore-fruitore.

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