Cui prodest? A chi giovano le manette ai polsi dei politici?

Certo, Claudio Scajola non è candidato alle Europee per Forza Italia (Silvio Berlusconi aveva annusato guai in arrivo, evidentemente) e Primo Greganti non è esponente di spicco del Pd renziano. Eppure degli ultimi arresti né Forza Italia né il Pd possono giocarsi per il voto del 25 maggio.

Le manette possono soltanto far brillare le stelle del movimento di Beppe Grillo. Ecco perché c’è già chi nel Pd – come il sindaco di Bari, Michele Emiliano, renziano in pena per l’amore politico non ricambiato troppo da Matteo – consiglia sul Fatto Quotidiano agli amici Democrat si stringere una bella alleanza con il Movimento 5 Stelle per purificarsi ed emendarsi dal peccato di aver abbracciato Forza Italia sulle riforme. E dalle colonne dell’Espresso il politologo Piero Ignazi consiglia: caro Pd, sbagli a demonizzare Grillo.

Evidentemente il dipetrismo nutre ancora il pensiero politico di larghi settori del Pd anche quando Antonio Di Pietro è politicamente latitante. Auguri.

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