La rivista dei Gesuiti fissa le priorità della nuova Europa uscita dal voto del 25 maggio e lancia l'investitura a Renzi come “timoniere del transatlantico Europa”.

C’è un verbo che deve guidare Matteo Renzi alla guida del semestre europeo, secondo Civiltà Cattolica: “Investire”. Sul numero in uscita il 21 giugno, Francesco Occhetta fissa gli obiettivi della nuova Europa uscita dal voto del 25 maggio e suggerisce la missione che gli elettori europeisti consegnano al presidente del Consiglio italiano: investire a livello economico, formativo e spirituale.

LE URGENZE
La rivista diretta da Padre Antonio Spadaro consiglia l’agenda su cui concentrarsi: “Dall’unione bancaria al fondo di solidarietà per i Paesi in difficoltà; dall’emissione degli eurobond per finanziare la politica industriale alla riforma della Banca centrale europea, perché, oltre a occuparsi di inflazione, favorisca anche la crescita e il lavoro”.

Ancora, dicono i gesuiti, “ci attendiamo più mercato unico nel settore dell’energia, delle telecomunicazioni, di internet e dei servizi, ma meno politica determinata da Bruxelles per la pesca, le quote del latte, la quantità di produzione di arance e sulla gestione della cultura. La burocrazia che fa perdere il lavoro va eliminata riducendo gli sprechi”.

IL REDDITO DI CITTADINANZA
Sulla rivista viene proposta inoltre una misura precisa, con il pensiero ai più deboli: “L’introduzione di un vero reddito minimo di cittadinanza (o di partecipazione) in tutti i 28 Stati membri: un sussidio che sia pro-porzionato agli standard di vita nazionali e non si presti ad abusi o disincentivi il dovere civico di lavorare”. Solo così, viene spiegato, “si avrà una rifondazione sociale (e fiscale) dell’Ue, se tale reddito minimo verrà finanziato dal bilancio dell’Ue”.

I PROBLEMI IRRISOLTI
Occhetta individua poi i problemi irrisolti tra istituzioni e Paesi europei che rendono più difficile il raggiungimento di una “politica di ripresa”, auspicata da Romano Prodi: “La ricomposizione del Parlamento fa emergere un problema insoluto: separa nei fatti i Paesi dell’eurozona dagli altri — come l’Inghilterra, la Danimarca e la Svezia —, interessati a una collaborazione economica e non politica. Ma c’è di più. La stessa eurozona è in crisi di leadership”, soprattutto con la perdità di centralità della Francia.
Infine, suggeriscono la rivista dei Gesuiti, “gli eurodeputati e i loro Governi nazionali devono scegliere come conciliare i conflitti tra i Paesi del Nord e del Sud Europa — su temi come l’immigrazione e la disoccupazione — e quali soluzioni sono necessarie per uscire dalla crisi dell’euro”.

RENZI AL TIMONE
In questo composito scenario, nasce l’attenzione di Civiltà Cattolica per Renzi. Forte del 40,8% raggiunto dal suo Pd, sarà il premier italiano dal primo luglio il “timoniere del trasatlantico Europa”. A lui il compito di trasformare le attese in realtà e far prevalere la sua politica di crescita alla politica di austerità di Angela Merkel. Con bene in mente le parole di Alcide De Gasperi: “È la volontà politica unitaria che deve prevalere. È l’imperativo categorico che bisogna fare l’Europa per assicurare la nostra pace, il nostro progresso e la nostra giustizia sociale che deve anzitutto servirci da guida”.

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