Come Nettuno tra le onde. In una mano lo scettro, nell’altra le redini di un tiro a dodici di bellissime sirene. Fendevo le onde godendo della vista della costa che, man mano che la distanza si riduceva, si riempiva di dettagli. La Ionia di Anassagora.
Calava la notte quando dai polmoni della Montagna, incrostati di fuliggine, silicati e crisoliti, un enorme boato squarciò il silenzio delle acque, sempre più chete. Non passò che un istante che ecco, dalle bocche rifatte di basalto, fuoriuscire zampilli vermigli di lava lucente. Un arancione acceso da intimorire la vista. E poi un profluvio di gas che, in preda all’euforia di una libera uscita di solo trentasei ore, si dimenavano nell’aria facendone turbolenza. I boati si susseguivano, ad ogni colpo un sussulto del mare e uno scuotersi di tutta la piana attraversata, come il tappeto, dall’onda di chi lo scuote. Ad ogni colpo lo spaccarsi, lungo la piramide di fumo e fragore, delle lacrime rosso infuocato i cui rivoli, adesso, scendono e cingono di collane intrecciate di corallo il collo del vulcano. Sembra che tutta la Terra si sia data appuntamento nella balera lì dentro alle sue viscere. E che sulle note del pezzo riempipista il deejay abbia voluto offrire ai suoi ospiti immaginifici effetti speciali. Alle percussioni c’è Ares, figuriamoci. Ogni boato è un colpo del Dio sull’incudine che ha forgiato i ferri di tutte le guerre. A ogni boato, le fiamme, in cima al cratere, ballano come baccanti che pigiano acini e fanno vendemmia. Un peccato mi dico non vedere lo spettacolo dall’alto. Vedere così tanti occhi rossi di congiuntivite e di una inviperita follia squadrare le stelle che atterrite ripiegano nella galassia di fianco. Tiro a me le redini e rallento delle sirene la corsa. Riesco, ora, a udire il vento che è venuto a unirsi allo spettacolo pirotecnico. Il suo mugghiare sembra rivolto al Vulcano che di rimando risponde con i suoi grugniti e assordanti sfiati. Con la raucedine di metalli fusi e di smeraldi colanti.
Etna è la Sicilia. L’opera ininterrotta di Natura che accumula i frantumi del suo più incessante e mitico spettacolo. Etna è l’unica cosa che fa notizia in Sicilia.

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