Javier le tue origini argentine ed il tuo paese adottivo, l’Italia, hanno influito nel tuo genere musicale che spazia dal tango al jazz. Qual e’ la tua vera anima?
Musicalmente è molto argentina  Scrivo musica con gli stili argentini contaminandola con l’improvvisazione  e quindi con il Jazz. Questo è possibile perché qui in Italia mi sono contornato di musicisti molto competenti

Hai suonato altre volte con l’Argentina escenas en big band? Fa parte di una serie di progetti che sto coltivando in collaborazione dell’Accademia Parco della Musica, in più suono con varie orchestre in giro per il mondo.

Oltre a loro, hai suonato con i più grandi musicisti. C’e qualcuno in particolare (senza far torto a nessuno) con il quale hai un feeling artistico particolare? Sono tantissimi perché alla fine scelgo l’artista in base alle qualità umane. Se mi trovo bene con l’altro, di sicuro la musica sarà buona.

Eri mai venuto qui a Civita? Che esperienza e’ stata per te? Non qui anche se sono stato spesso nella Tuscia e a Viterbo, sempre nell’ambito di rassegne musicali.

Con gli Aires Tango sei stato conosciuto anche dal grande pubblico, e connotato nel mondo “tanghero”. Ti ha precluso qualcosa essere riconosciuto in un genere così “popolare”? No, è sempre un piacere essere apprezzato per quello che scrive e suona. Voglio trasmettere emozioni, immagini alle persone attraverso i titoli significativi che propongo e riuscire a comunicare qualcosa

Tu sei seguito da un pubblico colto (quello esclusivo del jazz), così come da quello più “popolare”. Vorresti solo una musica elitaria o ti piace essere seguito anche dagli ascoltatori più “modaioli”? Per me la parte popolare è molto importante e questo non significa fare musica “facile” ma che se viene apprezzata dal grande pubblico potrà essere apprezzata anche dagli altri. Per me questa è la strada giusta.

Ad aprile dell’anno prossimo compirai 50 anni. Progetti o cambiamenti di rotta? Nessun cambiamento di rotta. Adesso mi sto inserendo nella musica classica con un nuovo progetto insieme a Michele Campanella, un noto pianista, con il quale stiamo proponendo il repertorio francese di Ravel con le mie contaminazioni.

Abbiamo chiesto quindi anche a Marco Tisu, direttore della band, la sua esperienza: –Direttore, lei rispetto a Girotto ha un rapporto più lungo con il Civitafestival. Che cosa ha notato? Si, ho suonato al CivitaFestival 19 anni fa e ne ho visto l’evoluzione. Mi sembra che sia una cosa meritoria soprattutto nel periodo in cui stiamo vivendo. In più ho notato, leggendo il programma, che abbracci anche nuovi linguaggi e questo è un ulteriore fattore di merito.
Durante la prima volta qui abbiamo proposto un repertorio più classico, anche da questo si vede il processo di crescita che ha portato il CivitaFestival ad ospitare Girotto.

Ed al direttore artistico, Fabio Galadini, abbiamo chiesto la sua vision: La cosa incredibile è che Girotto. riesce ad innestare la musica argentina nel jazz creando qualcosa di completamente diverso. E’ un musicista potentissimo con una raffinatezza esecutiva sorprendente. Inoltre ha valenza anche culturale e umana: con i suoi brani ci impone di riflettere su temi forti che riguardano la sua terra e che ci turbano ogni volta che ci vengono ricordati.

Non possiamo che confermare. Assistere ad i concerti di Girotto provoca sempre forte vibrazioni.

 

CivitaFestival 2014 Civita Castellana, dal 17 luglio fino al 1 agosto 2014
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