Ieri sera siamo andati all’inaugurazione del Civita Festival, che sarà dal 17 luglio fino al 1 agosto 2014, nel meraviglioso Comune di Civita Castellana.

Quest’anno l’apertura era affidata a Massimo Lopez con la Sing and Swing Jazz Company, e quindi abbiamo chiesto al direttore artistico del Civita Festival perché questa scelta:

Ho deciso di inaugurare questa edizione con il quartetto che è composto da musicisti di altissimo livello perché il “grande pubblico” si aspettava un Lopez diverso, quello televisivo, e in piazza oggi invece ha scoperto che è un’eccellenza tutta italiana.

In effetti abbiamo constatato che, oltre ad essere la piazza gremita, c’è stato un pubblico molto partecipativo. Infatti più volte l’artista dal palco ha ringraziato il folto pubblico.

Massimo Lopez ha in realtà interpretato un repertorio molto coinvolgente, partendo da brani come: When somebody thinks you’re wonderful; I’ve got under my skin; All the way; Fly me the moon; Come hai fatto; Dimmi che non vuoi morire; la cosa più bella; Foglie Morte; Summer wind; New York ; My way…

Qui ha incontrato la grande emozione del pubblico durante il tributo del maestro Emilio Soana , alla tromba, ad Ennio Morricone.
Sul palco Massimo Lopez ha detto: “Con Frank Sinatra ci siamo incontrati nel periodo più bello della mia vita. Ero un bambino, mia madre metteva i suoi dischi e canticchiavamo insieme le sue canzoni mentre preparavamo la tavola”.

E la vena nostalgica veniva subito spezzata dalla sua dirompente ironia che s’inseriva tra un brano di Frank Sinatra e Domenico Modugno, passando per la gag sui dialetti italiani a quella sull’ex ministro Cancellieri.
Il tributo alla musica italiana ha ulteriormente contribuito a “scaldare” la piazza che ha cantato, insieme a Massimo Lopez, ciao ciao bambina, volare e l’uomo in frak.

Quindi quando l’abbiamo incontrato, dopo lo spettacolo, gli abbiamo chiesto:

Massimo ci hai regalato un bel momento quando ci hai raccontato il tuo avvicinamento alla musica e il ricordo di tua madre. Qual è stata il primo brano che hai canticchiato?
La prima in assoluto è stata proprio My way però di quel repertorio li non ho cantato solo quelle più conosciute.

Quando hai trasformato questa passione in lavoro?
Ho avuto l’onore prima di ascoltarle tutte e di poterle cantare, anni dopo, anche in occasioni televisive con l’orchestra di Demo Morselli a Buona Domenica nel 98/99. Ho iniziato a cantare a 4 anni mentre la canzone vera e proprio l’ho iniziata un po’ tardi perché prima mi sono dedicato al teatro. 2 anni fa ho avuto l’occasione, ma direi l’onore, di proporle in uno spettacolo-tributo a Frank Sinatra proprio negli USA che è stato accolto molto bene non solo dagli italiani presenti ma anche dagli americani. Ero terrorizzato all’idea di andare a casa loro e proporre qualcosa che già gli apparteneva. Invece è andato molto bene!

Quando hai incontrato il quartetto con il quale collabori?
Il quartetto è un’estrapolazione della big band del maestro Gabriele Comeglio che ho conosciuto una decina di anni fa a Lugano, in occasione di un disco che ho inciso con Mina. Ho avuto anche questa fantastica fortuna nella vita!

Si percepisce che siete un gruppo molto affiatato. Cosa ha fatto scattare l’alchimia tra te e i membri della band?
Hai detto bene, è proprio un’alchimia che è scattata grazie all’incoraggiamento che ho ricevuto nel fare le cose. Io sono un autodidatta ma la spinta che ho ricevuto dal maestro Comeglio è stata fondamentale. Mi diceva “Massimo, tu queste cose le puoi fare!” Con la band è scattato un rapporto quasi “goliardico”, frutto della giusta intesa che abbiamo sul palco. Devo sempre interagire con gli altri, sia sul palco che sotto.

Sul palco prima parlavi di scambio di energie con il pubblico, è per te un rapporto speciale?
Con il pubblico è un rapporto di scambio, questo per me è fondamentale. Lo spettacolo dal vivo è qualcosa di speciale: si respira la sua anima, se sta attento, cosa gli piace.

E cosa hai percepito, qual è stato, per te, il momento più apprezzato? Quale gag o brano?
La gag in se stessa non saprei dirtelo perché c’è molta improvvisazione oltre alla scaletta. Delle cose nascono all’improvviso!

Come vedi Massimo Lopez tra 10 anni?
Non me la sono mai posta questa domanda. Non saprei dire cosa farò: cambiano i mezzi e la comunicazione, la rete ti porta a fare delle cose rapide e piccole. Non lo so, mi faccio guidare dal mio spirito guida.

In Italia argomento caldo è la crisi. Spesso si consiglia ai giovani di diventare ingegneri o dottori. Cosa consigli a coloro che invece vogliono intraprendere la carriera artistica?
Lo studio prima di tutto! Ma le scuole per attori dovrebbero essere meno didattiche e avere una maggiore impronta “psicologica”, soprattutto all’inizio. Per fare l’attore infatti devi rovesciare la tua anima e non avere timore di te stesso.
Poi c’è la parte che definirei pratica. La mia esperienza è stata: voglio fare l’attore ma rimango con una mano rivolta verso casa e l’altra verso il mondo. Per fare l’attore bisogna buttarsi totalmente! Alla fine io ho fatto così! Non devi mai darti un limite: mai dire entro un anno devo concludere qualcosa. Inoltre non bisogna pensare che facendo l’attore ci si possa mantenere… non è possibile, io facevo più di un lavoro. In Italia è così ma un giovane che ha questo desiderio deve andare avanti perché qualcosa viene fuori. Sempre!

Sul palco hai detto questa è stata la mia prima volta al CivitaFestival e a Civita Castellana. Tornerai il prossimo anno?
Di sicuro, non solo per fare spettacolo ma anche per visitare più a fondo Civita Castellana che è una città stupenda!

Niente di più vero! E’ un sacrilegio passare per questo luogo e non visitarlo! Quindi aspettiamo il suo ritorno, ma soprattutto che i romani riscoprano questa meravigliosa località, magari proprio grazie al festival che da un’opportunità in più per godersi lo spettacolo delle luci del borgo più suggestivo che abbiamo nei dintorni di Roma.

VI segnaliamo quindi di visitare il programma delle prossime serate a:
http://civitafestival.it/ https://www.facebook.com/CivitaFestival

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