La rivista Time l’ha scelta come una delle donne più influenti del mondo nel 2014. Thuli Madonsela, difensore civico del Sudafrica, è un avvocato esperto in diritti umani. Nata a Soweto nel 1962, lo stesso anno in cui Mandela è entrato in carcere, la Madonsela è cresciuta in una famiglia di venditori ambulanti, e in un ambiente caratterizzato da un forte attivismo sociale. Dopo aver vissuto gli anni più duri dell’apartheid, è entrata a fare parte dei Padri costituenti. Un simbolo di giustizia sociale dopo la scomparsa di Nelson Mandela e la “caduta” dell’idolo Oscar Pistorius.

Secondo molte classifiche, il Sudafrica è uno dei Paesi con il più alto tasso di corruzione al mondo e la Madonsela è diventata il simbolo della lotta contro questo male dopo aver denunciato un caso di peculato commesso dal capo della polizia del Paese, il generale Bheki Cele, e dal ministro di Opere pubbliche, Gwen Mahlangu Nbakinde. La denuncia è stata presentata al presidente Jacob Zuma: 170 milioni di euro per l’affitto di palazzi pubblici nella città di Durban.

Dopo la vicenda degli immobili, la Madonsela ha mandato in galera due ministri per frode. Nel suo mirino c’è ora lo stesso presidente Zuma, dopo un’inchiesta giornalistica che riguarda “grosse spese nelle opere di ristrutturazione della propria casa”.

“Non mi fermerò nella ricerca della verità… se posso fare qualcosa perché un solo cittadino stia meglio, ogni giorno, allora sarà valsa la pena di vivere”, ha detto la Madonsela attraverso il suo account Twitter.

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