I mugugni dei soci di Ntv sono rivolti solo contro il governo e le Ferrovie dello Stato o qualcuno borbotta in privato anche per scelte e previsioni del passato?

La domanda non è peregrina se si leggono in controluce alcune dichiarazioni e si ascoltano a taccuini chiusi alcuni addetti ai lavori per nulla livorosi.

La società privata attiva nell’Alta velocità critica da tempo sia l’atteggiamento pro Fs di Rfi (Rete ferroviaria italiana del gruppo Fs) sia l’agguerrita concorrenza di Trenitalia che – secondo fonti di Ntv – avrebbe concentrato riduzioni di biglietti e promozioni proprio sulle tratte coperte anche dalla società fondata tra gli altri da Luca Cordero di Montezemolo, Alberto Bombassei e Diego Della Valle con Intesa e che ha visto poi l’ingresso dei francesi di Sncf.

Le rimostranze della privata Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori) di recente si sono concentrate anche contro il governo, che ha cassato alcune agevolazioni sull’energia elettrica con oneri in più da pagare, in verità non solo per Ntv. Mentre sembrano più baruffe mediatiche che altro quelle ingaggiate dai soci fondatori di Ntv verso l’Autorità dei Trasporti che è ancora ai primi passi operativi.

Ma i privati giustamente orgogliosi di aver spezzato il monopolio statale sull’alta velocità ora sono per lo più attenti e desiderosi di interventi pubblici? Il dubbio si irrobustisce oggi leggendo il Corriere della Sera. Il giornalista Fabrizio Massaro scrive:

Punta sull’aiuto del governo Ntv, la società che gestisce i treni ad Alta Velocità Italo in grave crisi finanziaria. «Se ci sono le condizioni per una competizione trasparente e un’autorità dei Trasporti indipendente gli investitori continueranno a pensare che Ntv sia un’idea buona. Ma le condizioni devono cambiare: oggi personalmente non investirei», ha detto ieri a margine del workshop Ambrosetti Alberto Bombassei, socio Ntv al 5%. Dunque, nuove regole. Ma c’è anche un tema di sostegno economico. La parola chiave è “certificati bianchi”.  Si tratta di agevolazioni alle quali Ntv vuole accedere dato il basso consumo dei suoi 25 treni Alstom di ultima generazione. Secondo fonti vicine al gruppo, garantirebbero un introito di circa 20 milioni l’anno, più o meno pari a quelli persi di recente con il taglio delle vecchie tariffe elettriche agevolate disposto dal governo.

Richieste e attese di Ntv verso ministeri e Stato dunque proseguono, anzi si intensificano. Eppure le parole del socio fondatore, e patron di Brembo, Bombassei (“oggi personalmente non investirei”) devono far riflettere. Anche perché la strada per Ntv ha diversi incroci pericolosi da affrontare: la mobilità in arrivo per 300 dipendenti (sui mille totali, da poco in solidarietà) un aumento di capitale in vista e la ristrutturazione del debito con le ipotesi di una conversione del credito in azioni o di uno stralcio in parte dei debiti.

La banche (Bnl, Mps, Banco Popolare e ovviamente anche in Intesa che è azionista di Ntv con il 20%) spingono per chiarire situazione e prospettiva finanziaria dell’impresa ferroviaria, ponendosi al contempo più di un interrogativo sul realismo con cui sono stati approntati i piani industriali della società quando è stata avviata sotto la guidata di un manager esperto del settore, per anni in Fs, come Giuseppe Sciarrone.

Ma ora la matassa da sciogliere è nelle mani dell’ad di Ntv, Antonello Perricone, voluto in particolare da Montezemolo dopo che in Rcs non ha particolarmente brillato visto anche il dossier Recoletos che grava sul gruppo ora guidato da Pietro Scott Jovane.

Chi guarda al passato sono pure gli attuali vertici di Intesa. Significative le parole pronunciate ieri dal presidente del consiglio di gestione di Intesa, l’economista Gian Maria Gros Pietro, che ha sottolineato l’intenzione della banca – come nel caso di altre partecipazioni non ritenute strategiche – di voler uscire dal capitale di Ntv: “Non siamo mica ferrovieri”, ha detto placidamente Gros Pietro a Cernobbio, dove svettava per presenzialiasmo e cinguettii anti Renzi il leader del movimento politico Italia Unica, Corrado Passera. Proprio quel Passera che, come capo azienda della banca presieduta da Giovanni Bazoli, decise di investire in Ntv pensando – stando alle parole di Gros Pietro – che l’istituto di credito milanese, evidentemente, potesse e dovesse fare anche il ferroviere.

(LA FESTA DI ITALO DI NTV CON MONTEZEMOLO E… TUTTE LE FOTO DI PIZZI)

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