Fa assai bene il Foglio ad animare il dibattito sugli OGM. E’ assai curioso, infatti, che l’Italia, che sta preparandosi alla vetrina mondiale dell’esposizione universale di Milano intitolata, appunto, “Nutrire il pianeta”, sia tra quei paesi in cui c’è maggiore diffidenza nei confronti dell’utilizzo degli ogm in agricoltura.
Ed è tanto più curioso il fatto se si considera che, mentre la popolazione mondiale continua a crescere, gli individui nel mondo che si occupano di agricoltura continuano a calare. In sei generazioni la popolazione che si occupa di agricoltura è passata da due terzi e meno di un terzo.
Come si può pensare di ottenere dalla terra cibo per tutti se così pochi se ne occupano? Solo la tecnica può salvarci. Sempre più sofisticata e capace di rendere più redditizio un raccolto. Sempre più selettiva e capace di darci colture resistenti ai singhiozzi del meteo e della natura.
Senza nuove e sofisticate tecniche che permettano di produrre cibo per un sempre maggior numero di individui il Nord del mondo dovrà fare i conti con la pressione demografica che spinge dentro ai tubetti dell’immigrazione. Duecento generazioni ci sono volute per fare di Conan il barbaro una Suor Germana. Non serviranno duecento generazioni per tornare indietro.
Se non prendiamo consapevolezza di questo gli affamati del mondo a noi babbaluci romperanno le corna e ci porteranno via pure la roulotte. A meno che cornuti e malthusiani ci buttiamo tutti declinisti.

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