Alan Henning era un tassista con una profonda sensibilità umana. Voleva aiutare i bambini siriani ed è morto ieri, decapitato dai terroristi dello Stato Islamico.

Il cooperante britannico decapitato ieri dall’Isis era arrivato in Siria per sostenere le vittime della guerra civile. Sposato e padre di due adolescenti, è stato sequestrato a dicembre mentre era in un campo di rifugiati.

La moglie Barbara ha detto che suo marito era “un uomo pacifico” che aveva “lasciato il lavoro come tassista a Manchester per aiutare i più bisognosi”.

Era appassionato delle nuove tecnologie, per cui veniva chiamato “gadget” dai suoi compagni. Non era un cooperante professionista, ma aveva deciso di impegnarsi negli aiuti umanitari con un gruppo di amici musulmani con cui aveva costituito un’associazione: “Aid4Syria”. Aveva il nome dell’organizzazione tatuato sul braccio.

La missione che più gli stava a cuore era la raccolta di fondi per medicine e alimenti. Una giornalista della Bbc, Catrin Nye, racconta di averlo conosciuto a ottobre, quando caricava un’ambulanza con pannolini e alimenti per bambini. “Era molto divertente, scherzava sempre. Tutti volevano viaggiare con lui”, ha detto Nye. Henning aveva 47 anni.

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