Le industrie chiedono di riciclare smartphone e cellulari per poterne riutilizzare le componenti, ma soprattutto per rispettare l’ambiente

Mille domande, mille problemi. Dal frigo vuoto, al non sapere la strada per arrivare in quel buonissimo ristorantino arrampicato in collina. Prima dell’avvento degli smartphone c’erano le liste della spesa cartacee e il Tutto Città. Adesso, invece, si usa il cellulare per fare tutto, non se ne può più fare a meno. Ed è proprio per questo motivo che i vantaggi di una comparazione online, attraverso cui porre le migliori tariffe proposte da Wind a confronto con quelle di Vodafone, Tre o Tim ci porteranno a fare la scelta più oculata, mantenendo una buona qualità nel servizio a tariffe vantaggiose.

Una volta superato questo ostacolo vorremmo anche uno smartphone nuovo, e allora arriveranno pareri e consigli di parenti e amici. Uno di questi, forse il più attento alle questioni ambientali, ci farà una domanda che ci lascerà un po’ di stucco: quanti cellulari hai a casa che non usi? Dovresti riciclarli! Dovremmo seguire tutti il consiglio del nostro amico, ma soprattutto di ReMedia e del Politecnico di Milano, che hanno svolto un’indagine sul risparmio legato al riciclo dei dispositivi mobili legata a E-Waste Lab, il progetto di impegno a migliorare e aumentare il riciclo.

In pratica, gran parte di noi possiede un tesoretto fra le mani e non lo sfrutta, lascia che i propri dispositivi mobili, considerati con troppa superficialità desueti, prendano polvere in un cassetto, corrosi dal tempo e dalle mode, mentre si svalutano e perdono appeal sul mercato. Le alternative di impiego invece ci sono, possono fare guadagnare tutti e consentono anche di liberare spazio in casa.

Secondo la ricerca, infatti, se tutti coloro che hanno dei dispositivi mobili inutilizzati li riciclassero, darebbero la possibilità alle industrie che fanno uso dei materiali contenuti negli smartphone e nei cellulari di riutilizzarli. Il risparmio che ne deriverebbe arriverebbe a superare i 190 milioni di euro. Esistono diversi modi per riciclare il proprio smartphone, una possibilità è quella di riconsegnarlo nel negozio in cui è stato comprato, oppure in quello in cui se ne compra uno nuovo.

Si può tranquillamente parlare di rottamazione del proprio smartphone, e in certi casi si riesce anche ad ottenere uno sconto sull’acquisto di un dispositivo nuovo di zecca. Ma tornando alla ricerca di ReMedia e Polimi, è stato valutato che i dispositivi inutilizzati e soprattutto non funzionanti che le persone non hanno ancora deciso di riciclare sono più di 120 milioni.

Probabilmente la maggior parte delle persone non vuole riciclare il proprio smartphone perché è affezionata ai dati che contiene, anche se non ne hanno più l’accesso. Magari non sanno neanche che contengono materiali che si possono riutilizzare, non in casa ovviamente. Nelle componenti di uno smartphone infatti si trovano rame, ferro, oro e argento, palladio, plastica, e materiali più preziosi come cadmio, cobalto e rutemio.

Un’altra informazione che forse non tutti sanno è che alcuni di questi materiali sono nocivi, per noi e per l’ambiente che ci circonda, ma che allo stesso tempo sono utilissimi all’industria, che potrebbe riutilizzarli. Se il riciclo avviene in maniera corretta, infatti, un cellulare ha una percentuale di riutilizzo del 96%. Una curiosità: da 50.000 cellulari si ricava più di un chilogrammo d’oro.

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