Tutti gli arcivescovi in odore di pensionamento

Tutti gli arcivescovi in odore di pensionamento

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class editori pubblichiamo l’articolo di Antonino D’Anna apparso su Italia Oggi, il quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi.

Tempo di nomine in Italia. Dopo il Sinodo straordinario sulla Famiglia conclusosi il 19 ottobre con la beatificazione di Paolo VI, adesso bisogna pensare ad una serie di nomine in Diocesi grandi e piccole dello Stivale. In attesa che si apra eventualmente la partita tedesca, con nomine in Germania attese a breve e l’eterno ritorno della possibile promozione-rimozione di monsignor Georg Gaenswein, attuale Prefetto della Casa Pontificia e trait d’union tra i due Papi.

Dove? L’arcidiocesi di Amburgo, 5 milioni di abitanti e 400 mila cattolici, potrebbe essere una meta interessante. Vedremo.

Quello che adesso conta è vedere che cosa accadrà in Italia, dove Palermo ha un Arcivescovo che ha superato i 75 anni (l’ex Nunzio apostolico in Italia cardinale Paolo Romeo) prorogato donec aliter provideatur, finché non si provveda alla nomina del successore; Romeo è anche per il momento Amministratore Apostolico (potremmo dire «vescovo supplente») dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, la Diocesi di rito cattolico orientale che ha i preti regolarmente sposati ma che da quasi due anni non riesce ad avere un Eparca (ossia Vescovo); Ragusa; Ancona dove il vescovo Edoardo Menichelli ha compiuto 75 anni il mese scorso; Bologna dove il cardinale Carlo Caffarra – vicino a Comunione e Liberazione – ha superato i 75. Come se non bastasse, anche in Lombardia nel 2015 sono a scadenza alcune diocesi come Pavia, il cui vescovo Giovanni Giudici compirà 75 anni a marzo prossimo come il confratello Dante Lafranconi a Cremona; anche Mantova scadrà a ottobre 2015 (quando compirà i 75 il martiniano Roberto Busti).

Chi è che andrà ad occupare questi posti, visto che, come abbiamo già detto (ItaliaOggi del 5 settembre scorso), le diocesi lombarde gradirebbero esprimere un vescovo tratto dal clero locale e non trasferito da Milano, che negli ultimi 20 anni ha «colonizzato» buona parte del Nord Italia?

I tre ausiliari in età di episcopato diocesano di Angelo Scola, ossia Mario Delpini (classe 1951), Franco Maria Giuseppe Agnesi (1950), Paolo Martinelli (1958) e Pierantonio Tremolada (1956) riceveranno una diocesi a testa, o saranno sorpassati da un vescovo «indigeno»?

Dovrà deciderlo il Papa. Certo i posti non mancherebbero anche fuori regione, volendo, visto che per il Triveneto ci sono Adria-Rovigo; Padova (il vescovo Antonio Mattiazzo dovrà dimettersi ad aprile 2015); Trento e l’elenco potrebbe ancora continuare.

Insomma, nei prossimi sei mesi il Nunzio in Italia, Adriano Bernardini, avrà molto lavoro da fare e terne e dossier da presentare alla scelta di Francesco. Si dice che i due abbiano avuto qualche divergenza al tempo in cui Bernardini era Nunzio in Argentina e Jorge Mario Bergoglio Arcivescovo di Buenos Aires.

Chissà quali saranno i candidati scelti da Papa Francesco: ma Bruno Forte, arcivescovo di Chieti, potrà stare tranquillo. Specie dopo il Sinodo, in cui sarebbe molto piaciuto. Staccherà un biglietto per Palermo, o magari a tempo opportuno tornerà nella natia Napoli?

ultima modifica: 2014-11-09T07:00:58+00:00 da Antonino D'Anna

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