Mohammad è il nome più diffuso in Gran Bretagna. Ha superato Oliver. E Mohammad, come l’Oliver di Dickens duecento anni fa, continua a fare i conti con una vita durissima. Con questioni assai più immanenti che trascendenti.
Se i nuovi inglesi danno ai propri figli il nome del profeta e in Italia quello di Francesco, è come se l’opinione pubblica, avendo poca fiducia nei propri rappresentanti, nello scegliere il nome dei propri figli, scegliesse il Santo cui votarsi. Scelta di rappresentanza che è dunque più trascendente che immanente.

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