Nel corso degli ultimi cinquant’anni, Stati Uniti e Italia hanno collaborato per la realizzazione di molte importanti missioni spaziali. Il 15 dicembre 1964 l’America contribuì con orgoglio al successo del lancio del San Marco 1, il primo satellite di fabbricazione italiana, per il quale la Nasa fornì razzi Scout e addestramento per l’equipaggio italiano. Oggi l’Agenzia spaziale italiana è uno dei più importanti partner della Nasa.

L’Amministratore dell’Agenzia spaziale americana, Charles Bolden, viene in visita in Italia di frequente e a ottobre ha firmato un’estensione della missione Swift gamma ray burst explorer, l’accordo tra Nasa e Asi che ne assicura la cooperazione futura per la ricerca nel campo dell’astrofisica, per citare solo una delle tante imprese congiunte nell’esplorazione dello spazio.

Per gli Stati Uniti la stretta collaborazione con l’Italia sulla Stazione spaziale internazionale è fondamentale. L’Italia ha appena inviato la sua prima astronauta donna, Samantha Cristoforetti, a unirsi alla squadra internazionale dell’Iss. Come Sally Ride, prima astronauta americana, Samantha Cristoforetti è un esempio moderno della capacità delle donne di infrangere le barriere di genere; e un’eroina per le nuove generazioni di giovani donne amanti dell’avventura.

I suoi straordinari risultati saranno di ispirazione per i giovani che vogliano intraprendere una carriera nel campo delle scienze e dell’ingegneria. La cooperazione in ambito scientifico-tecnologico tra Stati Uniti e Italia va oltre l’esplorazione dello spazio; sotto la supervisione della nostra commissione congiunta, lavoriamo insieme per l’innovazione nel campo della ricerca medica, nello studio sui cambiamenti climatici, le scienze della terra, la biotecnologia, la fisica nucleare e altre questioni globali di vitale importanza. Il solido lavoro di squadra tra le nostre comunità 8

8 di ricercatori – che ogni anno organizzano centinaia di scambi bilaterali – è uno dei pilastri della collaborazione tra i nostri due Paesi. Guardiamo con entusiasmo all’appuntamento con l’Expo di Milano, un’opportunità internazionale per sottolineare il ruolo-chiave della scienza e della tecnologia nel far fronte a una delle più grandi sfide a livello globale: nutrire una popolazione che entro il 2050 arriverà a 9 miliardi di persone. La ricerca in ambito spaziale ricopre già un ruolo importante, fornendo dati di osservazione della Terra che ci aiutano a capire meglio gli effetti dei cambiamenti climatici sulle risorse naturali del pianeta.

Nei primi cinquant’anni di cooperazione in ambito spaziale Stati Uniti e Italia hanno conseguito molti risultati insieme. Sono convinto che i prossimi cinquanta saranno altrettanto proficui nell’affrontare insieme e risolvere sfide ancora più grandi attraverso i progressi della tecnologia.

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