Le cause legali con la Chiesa cattolica, la vita in redazione. Il racconto del caricaturista che ha evitato per un soffio la strage di Parigi.

Renald Luzier, conosciuto come Luz, era sempre arrivato alla stessa ora in ufficio, specialmente il mercoledì, quando la redazione di Charlie Hebdo si riunisce per la riunione settimanale. Ieri, forse perché era il giorno del suo compleanno, il caricaturista è arrivato con mezz’ora di ritardo. Minuti decisivi per salvargli la vita.

IL DESTINO DI LUZ

Sulle pagine di Le Monde la giornalista francese Elise Barthet ha scritto che poco dopo l’attacco Luz era in Rue Nicolas Appert – sede di Charlie Hebdo – dove la polizia ha attrezzato tende colore arancione per assistere testimoni e sopravvissuti: “Lì c’era Luz, con le mani tremanti, fumando in continuazione, in mezzo all’aria fredda, le luci delle ambulanze e i volti di terrore. Poteva capire a malapena cosa stava succedendo”.

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Luz è stato uno dei primi a notificare per telefono gli spari nella sede di Charlie Hebdo, quando si trovava all’ingresso del palazzo. Nato il 7 gennaio del 1972 a Joué-lès-Tours, una cittadina al centro della Francia, a 19 anni doveva scegliere se fare il caricaturista o l’avvocato. La rivista La Grosse Bertha, dove collaborava, e che poi è diventata Charlie Hebdo, ha orientato il suo destino. Due volte.

LE CAUSE DEL CATTOLICI

Charlie Hebdo ha dovuto affrontare denunce e cause per diffamazione presentate anche dalla Chiesa cattolica: “E pensare che con i cristiani dovrebbe essere più facile perché Maometto sappiamo che è esistito, invece su Gesù non ci sono prove”, ha detto mesi fa in un’intervista al sito messicano SinEmbargo.com.

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Luz è uno dei pilastri di Charlie Hebdo, come lo erano i colleghi assassinati: Charb, Cabu, Wolinski e Tignous. È l’autore di una delle più famose caricature su Maometto, quella che dice “100 frustrate se muori dalle risate”. Per quella vignetta, a novembre del 2011, una bomba molotov è stata lanciata contro la sede del settimanale. “I musulmani li rispetteremo sempre, gli estremisti di ogni tipo li prenderemo sempre in giro”, ha detto.

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