Ieri sera a Porta a Porta Debora Serracchiani indossava un giacca color rosso, tipo quelle da caccia alla volpe. Non le mancava nulla: solo l’acca alla fine del nome. Debora, senza acca, sembrava essere appena tornata da una battuta di caccia nello Yorkshire. Sorridente, con la lingua di pezza, e il nome senza acca, cercava di trovare l’aderenza giusta sulla brughiera dello studio di Porta a Porta dove gli huntsman e gli whippers-in in studio cercavano di impaludarla attorno a quella sua frase detta a Mix24 dove lei, appunto, Debora senza acca aveva ribadito che la partita del Quirinale andava decisa di comune accordo con Berlusconi.
Ecco, la giacca da caccia alla volpe spiega tutto. Renzi, la volpe, deve essergli sfuggita un’altra volta. Agli huntsman e agli whippers-in, pure. Ecco che ogni votazione del Capo dello Stato non sarà altro che una nuova battuta di caccia alla volpe.
La giacca rossa di Debora senza acca è evidentemente double face – l’interno porta ancora la dicitura della “Ditta” –. In questo clima dove si rottama per restaurare i famigerati anni 80 a Debora non rimarrà altro che aggiungere l’acca al suo nome e dare un colpo di lacca all’acconciatura.

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