La stampa estera non riserva grandi spazi all’elezione del nuovo presidente della Repubblica italiana. Ma tra gli ostaggi di Isis e le prime misure economiche del governo greco di Alexis Tsipras, qualche articolo pubblicato dai giornali e siti internazionali spiega quanto accade nel Parlamento italiano.

Secondo il canale britannico Bbc, “i leader politici italiani stanno svolgendo dei colloqui per cercare un accordo sul nuovo presidente. Giorgio Napolitano si è dimesso questo mese per ‘stanchezza’. Nonostante le funzioni del presidente siano in gran parte di rappresentanza, questo momento è importante dal punto di vista politico per il primo ministro Matteo Renzi”.

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L’IMPORTANZA DI ESSERE PRESIDENTE

La scelta non sarà semplice. Il sito della Bbc spiega che “Renzi ha presentato come candidato il giudice della Corte costituzionale Sergio Mattarella, ma ogni candidato ha bisogno di una maggioranza di due terzi nei primi tre turni di votazione… Nessun candidato può vincere prima del quarto round, quando basta la maggioranza semplice di 505 voti”. E sottolinea l’importanza del ruolo del presidente della Repubblica nel contesto politico attuale: “Il presidente può nominare il primo ministro, una circostanza che in Italia è piuttosto frequente” – ha precisato il corrispondente della Bbc a Roma, James Reynolds – Napolitano ha nominato cinque primi ministri durante i suoi otto anni e mezzo di mandato”.

PRECEDENTE STORICO

Per il quotidiano The Guardian, il processo di selezione sarà un test sul peso politico di Renzi, a meno di una settimana dopo le elezioni generali in Grecia, che minacciavano la stabilità dell’Unione europea. “L’elezione dovrebbe inoltre dimostrare l’influenza di Silvio Berlusconi. L’ex primo ministro caduto in disgrazia e magnate dei media rimane al timone del partito di opposizione di centro-destra Forza Italia”, ha aggiunto. La testata inglese ricorda che il candidato di Renzi, Sergio Mattarella, ha avuto con Silvio Berlusconi dei trascorsi poco felice: “Nel 1990 Mattarella si è dimesso da ministro in un governo democristiano… in segno di protesta contro il passaggio di una legge che consolidava l’impero televisivo di Berlusconi. Il fratello di Mattarella fu ucciso dalla mafia nel 1980, mentre era presidente della Sicilia”. Il Guardian sostiene che la prima scelta di Renzi non è una figura nota a livello internazionale, rispetto ad altri politici che potrebbero ripresentarsi nelle votazioni successive.

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CONSEGUENZE FINANZIARIE

Per il sito economico Bloomberg, la situazione in Italia è di stallo, molto simile a quella del 2013, “quando Napolitano a malincuore ha accettato un secondo mandato”. “La posta in gioco per Renzi, il più giovane primo ministro della storia d’Italia, è l’elezione di un presidente che aiuterà a costruire un consenso per il suo programma di riforme e in caso di elezioni anticipate”.

Secondo Marc Ostwald, analista di ADM Investor Services International Ltd a Londra, Renzi dovrà cercare un accordo con Berlusconi, ma la domanda è a quale prezzo”. L’impatto sui mercati finanziari dovrebbe essere minimo, anche se l’elezione si può trascinare per diversi giorni. “La mancata elezione di un nuovo presidente velocemente dovrebbe avere ricadute limitate sui mercati finanziari, dopo il recente annuncio della Banca centrale europea di comprare titoli”, ha detto Silvio Peruzzo, economista di Nomura International a Londra.

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IDENTIKIT DEL CAPO DI STATO

Sul blog di Le Monde “Campagne d’Italie”, Philippe Ridet riassume quelle che secondo lui saranno le caratteristiche del prossimo presidente della Repubblica. E anticipa alcune esclusioni: “Il futuro presidente avrà una forte personalità, la reputazione di un uomo e la neutralità dello Stato. Avrà anche esperienza politica ma, se possibile, non sarà troppo militante. Conterà su una buona immagine internazionale. Questo profilo sembrerebbe escludere a priori il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ex direttore del Fondo monetario internazionale, Walter Veltroni, il fondatore del Partito Democratico (PD, centro sinistra) e il sindaco di Torino, Piero Fassino, il fondatore dei Democratici di Sinistra (DS), formazione ormai defunta. Il condizionale è più che mai essenziale”.

Ma una cosa è certa per Ridet: il successore di Napolitano non sarà eletto prima del sabato 31 gennaio o di domenica 1 febbraio. “Perché non ci sono i mezzi per eleggere il futuro capo dello Stato al primo tentativo a causa dell’opposizione tra Berlusconi e Renzi”.

RENZI SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Dalla Germania guardano con attenzione al nervosismo di Renzi. Per il Die Welt la tensione è evidente: Matteo Renzi è nervoso. Il premier, solito frequentatore dei media, ne ha abbastanza dei discorsi in tv. Su Twitter sibila: ‘intrighi, segreti, sciocchezze: una serata a casa è sufficiente per capire perché i talk show italiani sono in crisi’. I nervi sono sull’orlo di una crisi. L’esplosione di Renzi si spiega facilmente: l’elezione del presidente è per il governo un problema. Renzi deve organizzare una maggioranza in Parlamento. Dovrebbe soddisfare il suo partito ma d’altra parte è dipendente dall’approvazione dell’ex premier Silvio Berlusconi”. E conclude: Renzi ha ignorato il Movimento cinque stelle. Ha negoziato con Berlusconi per avere il dodicesimo presidente della Repubblica italiana dal quarto scrutinio. Così nella notte di venerdì o sabato sarà eletto. Giusto in tempo per il talk show del fine settimana, in cui finalmente si parlerà di qualcosa di tangibile”.

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SMS DEL PREMIER CON IL NOME

L’articolo del quotidiano argentino El Clarin sull’elezione del presidente della Repubblica italiano, si è concentrato sulle consultazioni tra Renzi e il deputato italo- argentino Ricardo Merlo, che riceverà dal premier “sabato mattina un sms con il nome da proporre ai 1009 grandi elettori”. Merlo ha detto che  Renzi ha garantito che “l’Italia deve fare aumentare la circolazione monetaria per evitare la deflazione, con una politica economica che abbandoni l’austerità e con una rinegoziazione del debito pubblico che arriva al 140% del Pil”. Una proposta in stile greco, insomma.

SPETTACOLO ITALIANO

Il corrispondente da Roma del quotidiano spagnolo El Pais, Pablo Ordaz, sostiene che “chi entra Papa in un conclave esce cardinale. E la sostituzione di Giorgio Napolitano come capo di Stato della Repubblica italiana promette, dalle tre del pomeriggio di oggi, di essere un gioco di equilibrio come quello che si svolge nella Cappella sistina. Per questo, il primo nome proposto dal premier Matteo Renzi ai 1.009 ‘grandi elettori’ – senatori, deputati e rappresentanti delle regioni – non deve essere per forza quello che arriverà al palazzo del Quirinale, antica residenza dei Papi”. In qualsiasi caso, da qui a sabato può succedere di tutto. “In caso contrario – ha aggiunto – la politica italiana smetterebbe di essere uno spettacolo. E questo è l’unica questione assolutamente scartabile”.

Sui principali siti arabi in lingua inglese e francese (Al Jazeera, El Watan, Iraq News, Le Revue du Libane), invece, non c’è traccia di quanto accade nel Parlamento italiano.

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