Quali motivi di necessità e urgenza c’erano per approvare lo stravolgimento delle banche popolari? Quali obiettivi reconditi aveva il premier per intervenire su una materia in cui esperti del ramo per conto degli istituti di credito erano già al lavoro per studiare modifiche alla governance e ai metodi di voto in assemblea? Che ruolo ha avuto il ministero dell’Economia?

Se ci fosse stato ancora Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica Matteo Renzi sarebbe intervenuto in maniera così invasiva con un inusitato provvedimento legislativo?

E la guerra alle Popolari è prioritaria rispetto a quella contro i foreign fighter visto che il Consiglio dei ministri ancora una volta ha deciso di non decidere nonostante da tre mesi annuncia provvedimenti legislativi contro il terrorismo?

Queste domande si affastellano mentre si apprende da pochi secondi che il consiglio dei ministri, in una riunione in cui all’ordine del giorno non figurava questa norma, ha approvato proprio il decreto in base al quale – come ha detto il premier – 10 banche popolari con attivi oltre gli 8 miliardi saranno trasformate in società per azioni.

Leggeremo nelle prossime ore il provvedimento per approfondirlo e per comprendere la vera portata e i reali effetti. Ma i rilievi, le critiche e le perplessità – di merito e di metodo – che sono stati avanzati da esperti ed economisti sentiti da Formiche.net (da Giulio Sapelli a Giovanni Ferri, per citare solo alcuni) sono apprezzabili e condivisibili rispetto a un’impostazione governativa che cela fini non ancora del tutto chiari, o quanto meno esplicitati.

Si vogliono favorire aggregazioni bancarie? E quali? Alcune ipotesi le abbiamo avanzate ieri in questo articolo sulle renzate in fieri di Renzi.

Si vogliono snaturare istituti di credito come le Popolari per renderle contendibili o scalabili sulla base di consigli di finanzieri alla Davide Serra?

Al momento ci si deve accontentare della (comica) spiegazione contenuta nel comunicato stampa di Palazzo Chigi: “La finalità ultima dell’intervento è di garantire che la liquidità disponibile si trasformi in credito a famiglie e imprese e favorire la disponibilità di servizi migliori e prezzi più contenuti”. Non si è su Scherzi a Parte, ma sul sito della presidenza del Consiglio. Leggere, per credere,il comunicato stampa di Palazzo Chigi.

TUTTI I PRINCIPALI DETTAGLI DEL PROVVEDIMENTO SULLE BANCHE POPOLARI

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