La verità è che siamo rimasti tutti stupiti dalla scelta di Tsipras di allearsi con un partito di destra. Quando ho letto la notizia sono rimasto un po’ perplesso, anzi diciamo pure la verità: ero abbastanza confuso! Incredibile! Un partito di sinistra si allea con un partito di destra. Mi sono detto: perché? E ho scritto ad amici e conoscenti di SEL, dell’area un po’ più a sinistra del PD (i civatiani),  ad amici che si definiscono comunisti a tutti coloro che hanno esperienze e competenze in politica, sia a livello teorico che pratico. Mi aspettavo un moto di indignazione, invece niente di tutto ciò.

Siamo abituati alle grandi coalizioni tra partiti del centro destra o del centro sinistra: conservatori e socialdemocratici. Insieme, troppo spesso, in esperienze di governo in Paesi tra loro anche molto diversi. Italia, Grecia, Germania e così via. Ma mai avrei pensato possibile un’alleanza tra un partito di sinistra estrema e uno della destra conservatrice. Non sono abbastanza lungimirante, non sono abbastanza fantasioso o semplicemente sono poco pragmatico e troppo idealista.

Per mesi abbiamo sentito, a casa nostra, dire che era osceno un patto tra Silvio Berlusconi, e con la destra in generale, e Matteo Renzi. Proprio coloro che hanno sostenuto e che tutt’ora sostengono questa posizione sono anche coloro che guardavano a Tsipras come al salvatore della Sinistra in Europa, come colui che avrebbe riportato vigore ad un’idea di politica del tutto diversa da quella conservatrice, neoliberista e degli inciuci a cui eravamo abituati. Che dire, Tsipras ha dato loro il ben servito.

Ho messo in guardia amici e conoscenti dall’idolatrare Alexis Tsipras, dal considerarlo un salvatore. Questo è stato poco saggio. In generale è sempre poco saggio aspettare un messia… in Politica può risultare stupido. Quello che è il contesto in Grecia non può essere paragonato a quello italiano: è vero, ci mancherebbe. Ma quello che sfugge ai miei amici è che non è importante ciò che Tsipras ha deciso di fare e perché, il fatto che loro siano comprensivi verso le sue decisioni, che trovino argomenti assolutamente ragionevoli e corretti, li fa apparire agli occhi degli italiani (non tutti va da sé) un bel po’ incoerenti. Ma come, diranno: mai alleati con la destra in Italia! Ma se questo accade in Grecia, per opera del vostro leader ideale, allora va bene?

E si leggono anche commenti che dicono: ma Berlusconi è altra cosa. Ma in Grecia c’è un accordo dettato dalla necessità e c’è un programma chiaro sul tavolo (ah sì? Lo conoscete voi? Lo avete letto?) mentre da noi c’è un patto segreto del Nazareno, decisioni oscure. Collaborazioni disdicevoli. Che la destra italiana sia una destra davvero pessima, non c’è dubbio. Ma insomma, appare un po’ incoerente anche ai miei occhi questo modo di argomentare. Ci vedo un grosso problema, non per Tsipras, non per l’Europa, ma per chi nella lotta dura e pura tra destra e sinistra, ora si trova senza più munizioni da usare: in altre parole, spalle al muro. Come potranno dire ora a Renzi: mai accordi con la destra? Quindi è tutta una questione di come è stato comunicato l’accordo con Berlusconi? Basta far passare l’idea che Jobsact, riforma costituzionale, riforma elettorale sono tutte cose dovute, dettate dalla necessità, un compromesso non del tutto perfetto, per potersi veder riconosciuto il fatto che è lecito (non giusto, né efficiente, né efficace, né risolutivo…) aver intrapreso questa strada? Non credo. C’è un’inconciliabilità antropologica tra Berlusconi  con tutto il suo ex Regno allo sfascio, e chi lo ha sempre combattuto (più o meno) e che tutt’oggi lo combatte.

Forse era più saggio evitare di mettere il cappello sulla vittoria di Tsipras come una vittoria, anche, della sinistra nostrana. Di fatto: non c’entra niente con noi! Fatico a capire in che modo SEL possa, per esempio, celebrare e salutare con felicità l’alleanza voluta da Tsipras là e continuare con lo stesso registro “anti-destra” qua.

Ma da tutta questa storia ho appreso qualche cosa di più: quello che ho capito è che Alexis Tsipras è un uomo pragmatico: ha un obiettivo, ossia la lotta all’austerità imposta dai Paesi ricchi dell’Europa e per poter vincere questa battaglia, come in una guerra, si è alleato perfino col suo nemico interno, poiché entrambi, condividendo un interesse nazionalistico, vogliono emanciparsi dal controllo dell’Europa sul loro Paese. Insomma, hanno trovato un nemico comune, più grande di quanto uno non sia per l’altro, e con una mossa tattica sorprendente si sono alleati.

E ho anche capito, ma devo ancora elaborare il fatto in modo “approfondito” che Destra e sinistra sono categorie che non esistono in natura: con buona pace dei duri e dei puri, di quelli che credono nell’esistenza di una separazione netta tra destra e sinistra come due realtà dicotomiche. Tsipras ci dice che non è cos’: un’alleanza è possibile, nella misura in cui c’è un obiettivo più importante dei propri orizzonti politici da raggiungere. Infine, Tsipras è un leader carismatico che non presta minimamente attenzione al “politically correct” e anche questo è stato ed è per noi invece un problema: se non sei “politically correct” hai già sbagliato. In una mezza mattinata ha condotto le consultazioni e ha deciso un’alleanza da sé, non credo ci sia stato il tempo pratico per consultare nessuno e tanto meno è stata consultata la base. Su questo punto c’è un altro nodo ambiguo: la SPD ha lasciato la scelta della coalizione con la CDU ai suoi iscritti e abbiamo esultato tutti per il grande esempio di democraticità.

Tsipras ha realizzato l’accordo di governo più veloce della storia e non ha consultato ovviamente nessuno se non se stesso. E poi ha messo su un governo snello senza nemmeno una donna: qua sarebbe stato subito accusato di vergognoso maschilismo. Forse ci dice semplicemente che chi governa sceglie chi vuole, in base alle proprie preferenze e convinzioni e che non è necessario che ci sia una quota rosa.  Anche su questo però, nessuno ha detto nulla… fosse capitato in Italia avremmo ascoltato e letto, da destra a sinistra commenti apocalittici. Anche questo ci dice che Grecia e Italia sono più diverse di quanto si credeva. O forse no…

Insomma, tutta questa situazione è complessa, ma molto stimolante. Ci impone una riflessione profonda. Ci spinge ad andare oltre le contrapposizioni ideologiche: che emergono tali in modo prepotente. Destra/Sinistra due etichette a cui dobbiamo dare dei contenuti, e che di fatto possono variare nel tempo senza per questo mettere in discussione l’identità politica di ciascuno di noi. Per questo non mi sento in contraddizione se dico che Destra e Sinistra esistono ancora e hanno un loro senso. Un senso diverso, senza dubbio.

Ed ora non ci resta che aspettare e vedere cosa questa strana alleanza riuscirà a fare di buono per la Grecia. E c’è da augurarsi che facciano cose fatte bene. A noi non resta che cercare di di capire che futuro ci sarà per le tradizionali contrapposizioni politiche e partitiche… se va male diremmo “era ovvio”, se va bene…. sarà interessante… uno spazio inedito… di riflessione.

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