Ancora un altro attentato alla libertà di pensiero e d’espressione. La notte scorsa a Dacca è stato massacrato a colpi di machete il blogger Avijit Roy, noto per le sue battaglie contro il fondamentalismo religioso. Nell’attacco è rimasta gravemente ferita la moglie, che al momento è ricoverata in ospedale. La polizia ha recuperato l’arma usata durante l’assalto, ma non ha ancora confermato l’identità dei responsabili. La famiglia dello scrittore ateo ha riferito alla polizia che in passato erano arrivate diverse minacce di morte su social network e tramite email da parte di islamisti.

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CHI ERA IL BLOGGER AVIJIT ROY

Avijit Roy, 42 anni, era un blogger e scrittore statunitense di origine bangladese, difensore di spicco del movimento del libero pensiero. Era un ingegnere di professione, ma era noto per gli scritti pubblicati sul suo sito Mukto-Mona (Free-mind) che raccoglieva on line le tesi di liberi pensatori, razionalisti, scettici, atei e umanisti principalmente provenienti dal Bangladesh e dall’Asia meridionale. In qualità di sostenitore dell’ateismo, della scienza e del naturalismo metafisico, Avijit Roy aveva pubblicato sette libri e molti dei suoi articoli sono usciti su riviste e giornali. Il suo ultimo libro, Obisshahser Dorshon (The Philosophy of Disbelief), è stato ben accolto dalla critica, ed è considerato una sorta di “best seller” tra i libri bengalesi sulla scienza, sullo scetticismo e sul razionalismo.

LA TESTIMONIANZA DEL COLLEGA E AMICO BAKI BILLAH

Baki Billah, un amico di Roy e blogger, ha spiegato a un’emittente televisiva indipendente che la vittima era stato minacciata in precedenza da persone che non erano d’accordo con i suoi scritti. «Era un libero pensatore – ha detto l’uomo – Era un indù e non rappresentava una voce forte solo contro i fanatici islamici, ma anche contro altri fanatici religiosi». «Siamo rattristati – ha dichiarato -, non sappiamo cosa farà il governo per trovare gli assassini. Quel che è certo che noi vogliamo giustizia».

L’INDIGNAZIONE E LA PROTESTA DEGLI SCRITTORI

Dopo i fatti della notte scorsa, centinaia di persone sono scese in piazza a Dacca, per protestare contro l’omicidio. I manifestanti, tra cui insegnanti, editori e scrittori, si sono riuniti sul luogo dove il blogger stato assalito. Tra gli slogan “vogliamo giustizia e “alziamo la voce contro i militanti”. «L’attacco a Roy e sua moglie Rafida Ahmed è scandaloso – ha spiegato ad Agence France-Presse Imran H. Sarker, capo di una associazione di blogger in Bangladesh -, protestiamo con forza contro questo attacco e siamo profondamente preoccupati per la sicurezza degli scrittori».

LA SITUAZIONE IN BANGLADESH

Avijit Roy è il secondo blogger ateo ad essere ucciso in Bangladesh negli ultimi due anni e il quarto scrittore ad essere stato attaccato dal 2004. Nel 2013 un gruppo militante islamico aveva ucciso un altro blogger piuttosto celebre, Ahmed Rajib Haider, anche lui ateo, innescando proteste in tutto il paese di decine di migliaia attivisti contro il fondamentalismo religioso. In Bangladesh gli estremisti islamici hanno chiesto più volte la pubblica esecuzione nei confronti di blogger e scrittori atei e hanno invocato nuove leggi per combattere il pensiero critico verso l’islam, la religione del 90% dei bangladesi.

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