Essere giovani, essere il nuovo, essere startupper è bello proprio perché permette di non esserlo più. Solo i vecchi, con l’avanzare dell’età, quando avvertono i piedi diventare freddi, iniziano a invidiare la giovane età.
Leggo sul Corriere la lettera indignata del papà di una bambina che fa parte della Accademia Junior di Santa Cecilia in Roma. L’orchestra di giovanissimi è chiamata a impreziosire un evento del PD. Il Pd che è, come sappiamo, tutto all’insegna del nuovo che avanza. E che, sotto l’insegna del cambiamento, ha sfidato gli eserciti della conservazione. Cosa accade?
Accade che della musica di Beethoven e Tchaikovsky, orchestrata dai giovanissimi, non freghi niente a nessuno degli intervenuti. In sala è tutto una Grande Bellezza, tra strette di mano e saluti della nuova cricca. Certo che c’è da indignarsi. Il papà è stato civilissimo a limitarsi a scrivere al Corriere. Avrebbe dovuto alzarsi e spaccare tutte le sedie e tutto l’auditorium. Così come avrebbero dovuto fare i bambini incazzati come erinni dall’insolente e irrispettoso chiacchiericcio in sala.
Renzi nel contrappasso tra politica e musica, doveva venire licenziato dai bambini dll’Orchestra come – nel film il Concerto – con tanto di umiliazione accade a Filipov, il più grande Direttore d’Orchestra Russo. Tant’é.

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