Effetto volano per l’Expo 2015. L’Esposizione universale, che prenderà il via a Milano il prossimo 1° maggio e che avrà per tema come “Nutrire il pianeta”, ha cominciato a far sentire il suo influsso sulla stagnante economia italiana. È quello che è emerso in occasione del maxi evento intitolato “L’Expo delle idee”, che si è svolto sabato 7 febbraio presso l’Hangar Bicocca a Milano.

MILANO AL CENTRO DEL MONDO

L’Expo ha già fatto in modo che Trenitalia abbia potenziato l’offerta di corse nazionali e internazionali su Milano con 130 mila posti al giorno e 67 fermate speciali nella stazione di Rho-Fiera, alle porte dei padiglioni. Di cui 19 Frecciarossa, 18 Frecciabianca, 4 collegamenti da e per il Sud Italia, più 26 treni da e verso Svizzera e Francia. E il 1° maggio debutterà il nuovissimo Frecciarossa 1000, capace di viaggiare a più di 350 chilometri orari, riducendo così i tempi di percorrenza. Senza contare l’impegno profuso dalle compagnie aeree Alitalia ed Etihad per portare visitatori anche via cielo e da altri continenti.
È il “patrimonio” di “opere che si realizzano” e che sarà lasciato in eredità al Paese anche dopo l’Expo, ha spiegato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, ricordando come già l’Esposizione universale del 1906 aveva regalato all’Italia il Traforo del Sempione e il treno sopraelevato che collegava il Parco del Castello Sforzesco all’area della Fiera di Milano.

LA CITTÀ DEL FUTURO

Ma non è tutto. L’Expo, come ha spiegato Carlo Tamburi, responsabile della Country Italia di Enel, sarà anche l’occasione per sperimentare la “Smart city” del futuro, ovvero la città in cui le informazioni sono condivise e le utility dialogano tra loro. Grazie all’invisibile universo hardware e software che Enel ha installato sugli 8 mila metri quadri dei padiglioni di Rho Fiera, infatti, sarà possibile conoscere in tempo reale “il livello di riempimento di un cassonetto dei rifiuti” oppure l’“approvvigionamento necessario dell’acqua” e sapere “dove si trova la più vicina colonnina per ricaricare l’auto elettrica o la stazione di bike sharing”. Del resto, ha precisato Federico Golla, amministratore delegato di Siemens, partner di Enel nella realizzazione della “control room” virtuale di Expo, “i dati che oggi siamo in grado di immagazzinare in un giorno, sono gli stessi che una volta potevamo ottenere in un intero secolo”.

UN’OCCASIONE UNICA

Difficile, forse impossibile, sarà, tuttavia, quantificare l’impatto che Expo ha prodotto e produrrà sull’intero Pil nazionale. Nemmeno si può stabilire con certezza se tutto ciò sarà sufficiente a far sì che il 2015 possa essere l’“anno felix” per l’Italia, come ha auspicato il premier Matteo Renzi. Quello che è certo, però, è che, in attesa delle riforme strutturali promesse dal governo, l’Expo ha in sé un potenziale impulso innovatore che sta al Paese saper sfruttare.
Un’occasione davvero unica per cambiare passo in diversi settori strategici, come, appunto, le infrastrutture, le reti e la tecnologia digitale. E di cui a beneficiarne, finora, è stata soprattutto la Regione Lombardia del governatore Roberto Maroni, che, ha fatto sapere, ha già investito 840 milioni di euro, di cui la gran parte in trasporti, nell’area dei padiglioni, per la banda larga e in ricettività e turismo.

SOLO IN ITALIA 50 SPECIE DI POMODORO

Perché questa grande occasione, però, “non resti in superficie ma si declini nel concreto”, come ha detto il commissario di Expo Giuseppe Sala, all’Hangar Bicocca i lavori sono stati suddivisi in 42 tavoli, affinché gli addetti ai lavori, politici, istituzioni, società civile e imprese, potessero ragionare sul da farsi. Si è parlato di tutto e di più: di mobilità, sviluppo sostenibile, diritto al cibo, agricoltura bio, i giovani e la terra, biodiversità (in Italia esistono 50 specie diverse di pomodoro e 3 mila formaggi), indicatori di performance per monitorare i risultati e itinerari enogastronomici da valorizzare. Con un minimo comune denominatore: il Made in Italy di cui la cultura del cibo e l’intera filiera agroalimentare sono massima espressione.

NON PERDIAMOCI NEI SOFISMI

Un appuntamento, l’Expo, che “cade nel momento giusto”, ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galetti, perché “il Paese ha voglia di ripartire e questa è l’occasione per ridare ottimismo alla gente”. E che culminerà con la stesura di un documento, la Carta di Milano, che, ha spiegato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, aspira a divenire un vero e proprio “manifesto”; oltre che anche un elenco di impegni per garantire l’accesso e il “diritto al cibo” a tutti. Non solo ai 20 milioni di visitatori dell’Expo. Perché, come ha ricordato Papa Francesco, “se vogliamo realmente risolvere i problemi e non perderci in sofismi, è necessario risolvere la radice di tutti i mali che è l’inequità”.

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