Sono saliti dall'8% a quasi il 19% dei consensi nei sondaggi in solo tre mesi e si profilano come la nuova forza politica capace di sconvolgere gli equilibri in Spagna

La partita politica spagnola rischia di chiudersi in pareggio. Se le elezioni si tenessero oggi, quattro partiti si contenderebbero la vittoria: Partido popular, Partido Socialista Obrero Español, Podemos e Ciudadanos. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Metroscopia per il quotidiano El Pais, Podemos di Pablo Iglesias (qui il ritratto di Formiche.net) ha il 22,5% dei consensi, il Psoe di Pedro Sánchez (qui il ritratto di Formiche.net) il 20,2% e il Pp di Mariano Rajoy il 18,6%. Ultimo arrivato in classifica, anche se staccato di poco, è Ciudadanos con il 18,4%.

sondaggi

MAREA ARANCIONE

Ciudadanos è il partito guidato dal giovane catalano Albert Rivera e conosciuto dai media come la marea arancione, il colore del movimento. Fino a novembre scorso l’organizzazione contava su un gradimento inferiore al 7%. Il suo apprezzamento è però cresciuto tra gli spagnoli, spiazzati dal radicalismo di Podemos, ma stanchi dei partiti tradizionali. Ad allontanare gli elettori dai “grillini” spagnoli di Iglesias c’è anche la lezione appresa dalle elezioni greche. Nonostante i proclami, infatti, Alexis Tsipras, non pare ancora capace di vincere la sua battaglia contro le istituzioni europee.

DALLA CATALOGNA

Senza avere ufficialmente dalla sua il favore dei media né grandi appoggi economici, Ciudadanos è nato nel 2007 come un piccolo partito che aspirava all’elezione di tre deputati nel Parlamento catalano. Oggi sono sono diventati una forza politica determinante per la governabilità della Spagna. Alcune indiscrezioni, invece, sostengono che dietro l’ascesa di Ciudadanos ci siano molti gruppi economici internazionali, che scommettono su loro per indebolire Podemos.

PATTO COSTITUZIONALE

In un’intervista al quotidiano El Mundo, Rivera smentisce queste voci e sostiene che Ciudadanos è un partito libero e indipendente: “Sono otto anni che lottiamo in Catalogna contro il nazionalismo per creare un’alternativa con valori costituzionali validi per tutta la Spagna. Adesso siamo nel posto giusto nel momento storico giusto. C’è molta gente ragionevole che non vuole buttare tutto quello che di buono è stato fatto in questa lunga fase di transizione: la Costituzione, l’economia di mercato, l’Unione europea. A differenza di Podemos, che vuole una rottura con tutto quanto, noi ambiamo a un patto costituzionale che aiuti a produrre benessere”.

RIGENERAZIONE DEMOCRATICA

Vogliamo giustizia, mentre Podemos vuole vendetta. Ecco cosa ci differenza”, ha aggiunto Rivera. La visibilità del partito sui media è in aumento: “Siamo contenti perché da molti anni difendiamo l’idea che la Spagna ha bisogno di una rigenerazione democratica profonda; una nuova tappa politica, non solo un cambio di volti ma anche delle regole del gioco. E siamo vicini a questo cambiamento”.

CALCOLATA AMBIGUITÀ

Per molti analisti spagnoli è proprio questa “calcolata ambiguità” a costituire la forza politica di Ciudadanos. Il partito si definisce né di destra né di sinistra, ma in realtà coniuga scrupolosamente concetti economici della destra con un assetto sociale tipico della sinistra. Questa apparente mancanza di definizione ideologica, che alcuni osservatori criticano, permette però a Ciudadanos di attirare consensi trasversali. Per il giornalista Javier Gallego,Albert Rivera è la nemesi di Pablo Iglesias, la kryptonite che può indebolirlo, il successore eletto dal “regime” per compiere una nuova transizione senza i cambiamenti reali che apporterebbe Podemos: è lui il nuovo Adolfo Suárez”.

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