Fatti, numeri e ricostruzioni

Il lungo braccio di ferro tra Russia ed Europa, innescatosi in seguito al ruolo giocato da Mosca nel conflitto Ucraino, si sposta anche su un piano finanziario. La guerra del gas – evocata da alcuni osservatori internazionali – è stata evitata, ma sempre su questo fronte si potrebbe aprire una nuova battaglia a colpi di cessione di pacchetti azionari.

GAZPROM LASCIA L’EUROPA?

Come riporta l’agenzia russa Tass, infatti, Gazprom starebbe per cedere la sua quota nella tedesca Verbundnetz Gas (VNG). Si tratta di un 10,5 per cento – il cui valore si aggirerebbe sui 200 milioni di euro – che il colosso statale vorrebbe vendere per realizzare una nuova strategia, quella di chiudere la propria presenza nelle compagnie europee. Tass, citando tre informatori del settore, sostiene che ci sarebbero già acquirenti pronti a rilevare le azioni in mano russa.
VNG è il terzo importatore tedesco di gas naturale, nonché la seconda compagnia energetica di quella che era la Germania dell’Est, una compagnia che commercializza gas in Germania, Austria, Italia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e che sta portando avanti nuovi progetti di esplorazione in Norvegia.
Tra i papabili acquirenti ci sarebbe il Gruppo EWE (a maggioranza pubblica), che nell’autunno scorso ha già rilevato il 15,79% delle azioni VNG dalla compagnia petrolifera tedesca Wintershall (partner di Gazprom). Manca ancora la firma, ma l’accordo tra i russi ed EWE – secondo le fonti citate da Tass – sarebbe già stato definito.

AFFARI RUSSI NELLA GERMANIA DELL’EST

La partecipazione di Gazprom in VNG è di lunga data. Il monopolista russo acquisì il 5% della società di Leipzig nel 1991. La compagnia di Mosca pensava di coltivare questo rapporto marcando una presenza nei mercati europei, tanto che nel 2009 portò la sua partecipazione al 10,5%.
La questione ucraina, l’annessione della Crimea da parte di Putin, il ruolo di Mosca nel conflitto, le conseguenti sanzioni e il difficile percorso di pace dettato dagli accordi di Minsk hanno però mutato gli scenari politici. E, di conseguenza, anche quelli economici, condizionando la strategia europea di Gazprom.

STRATEGIA ANNUNCIATA

Il passo che sta per compiere Gazprom era già stato annunciato. Nel dicembre scorso l’amministratore delegato Aleksej Borisovič Miller, aveva anticipato quali potevano essere le mosse del colosso russo del gas. “La nostra strategia nei confronti dei mercati europei sta cambiando”, queste le parole dell’ad di Gazprom. “La decisione di fermare il South Stream è l’inizio della fine del nostro modello di lavoro nel mercato europeo”. E così la compagnia russa avrebbe chiuso in un cassetto l’orientamento di arrivare alla consegna del gas direttamente al consumatore finale. E la vendita delle quote nella tedesca VNG, rimarca la fonte citata dall’agenzia Tass, “conferma la nuova strategia di Gazprom in Europa”.

(ha collaborato Maicol Mercuriali)

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