Non siamo nelle mani di demoni in volo, ma di malati di mente non riconosciuti: persone dal comportamento ineccepibile, razionali e lucidi calcolatori che con freddezza mettono in atto i loro piani distruttivi e uccidono, senza motivo, persone estranee che neppure conoscono.
E’ il caso di Andreas Lubitz il co-pilota dell’Airbus 320 della Germawings che ha, in stato di piena coscienza e volontariamente, per gli inquirenti, diretto il volo Barcellona-Dusseldorf a schiantarsi contro le Alpi vicino a Barcellonette, provocando la morte dei 150 passeggeri a bordo. Non solo, la Procura di Dusseldorf ha ritrovato il suo tablet scoprendo che nei giorni precedenti al disastro, si è informato su Google circa i metodi di come suicidarsi e le porte del cockpit e le loro misure di sicurezza. Si prefigura un’azione premeditata confermata dalla Bea l’ufficio francese di inchieste sugli incidenti aerei, che ha analizzato la scatola nera: diverse volte durante la discesa, ha cambiato la regolazione del pilota automatico per aumentare la velocità del velivolo.
Lo psichiatra hqdefaultMartino Riggio ascolta gli ultimi sviluppi del caso che lascia increduli. E’ un quadro davvero inquietante che mi porta a escludere la depressione per una schizofrenia con delirio di onnipotenza, io sono Dio! Il depresso si ammazza e spesso in silenzio o, al più, ammazza a scopo salvifico altre persone ma a lui prossime. Lo schizofrenico, lucido e freddo, razionale e preciso, calcola e programma tutto, aspettando il momento giusto per uccidere per niente, senza motivo, come ha fatto Lubitz
Una pausa, poi soppesando le parole, lo psichiatra affonda la sua analisi critica. Quel che spaventa assai è la sottovalutazione culturale della malattia mentale, per cui nessuno – familiari, colleghi, medici – si è accorto di nulla da una parla e dall’altra si parla della malattia mentale come di un modo di essere, della libertà di essere malati. E che ciò che ha fatto Lubitz lo può fare chiunque: non è vero.
Un aereo con 150 persone a bordo fra cui una scolaresca, in nove minuti perde quota fino a schiantarsi contro la montagna: e Lubitz alla guida dell’Airbus blocca la porta blindata della cabina, innesca la discesa fino allo schianto senza titubanze, mantenendo il respiro normale.
Siamo davanti a una strage di spietata, inaudita violenza – chiosa Riggio – diversamente da Anders Breivik che uccise 77 persone perchè doveva fermare la decostruzione della cultura norvegese dall’immigrazione di massa dei musulmani, questo il suo delirante motivo e non politico, come disse Peppe Dell’Acqua, equiparandolo alle Br, Lubitz ha distrutto la vita di 150 persone senza alcun motivo, per niente; una compagnia aerea portandola probabilmente alla bancarotta e l’immagine della Germania paese efficientissimo e dove tutto funziona alla perfezione. Se Lubitz fosse stato davvero un depresso perchè non si è suicidato da solo e in silenzio ma ha coinvolto 150 persone rendendo il suo gesto così eclatante, come aveva detto alla fidanzata? si domanda lo psichiatra e poi subito chiarisce: secondo me è probabile che, come spesso si ritrova negli schizofrenici con delirio di onnipotenza, abbia tentato di creare il nulla.
Eppure sono fioccate sui media parole come depressione, narcisismo, suicidio etico, perfino si è evocato il demonio o il solito refrain: puo’ succedere a tutti gli esseri umani.
No, non è assolutamente vero – controbatte Riggio – succede a chi, anche mantenendo l’efficienza fisica, la capacità razionale, la lucidità del comportamento, ha pero’ perso la realtà interna, gli affetti, la sensibilità, per cui la vita propria e quella degli altri non ha più alcun valore e senso. Per me, la libertà di essere malati, come una certa cultura esistenzialista teorizza dal ’68, in medicina non esiste.
La psichiatria, ancella povera della medicina e prigioniera di una cultura esistenzialista che recita la malattia mentale è un modo di essere, liberi di esser malati, sarebbe all’anno zero e neanche l’incremento degli psicofarmaci sembrerebbe intaccare la credenza simil-religiosa della malattia mentale come malattia organica o genetica, mentre è alquanto notorio che la malattia mentale è malattia del pensiero e del pensiero non cosciente

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