Instagram è un’applicazione gratuita sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger, lanciata il 6 ottobre 2010 e acquisita successivamente da Facebook nel 2012, che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri vintage e condividerle su numerosi servizi di social network, compresi Foursquare, Tumblr, Flickr e lo stesso Fb.

INSTAGRAM, L’APP “CULT” USATA IN MODO INCONSAPEVOLE

A cinque anni dalla sua nascita, Instagram è diventata una vera e propria “app-cult” per smartphone addicted e smanettoni digitali. Una gallinella dalle uova d’oro, se si pensa che dopo soli tre mesi dalla sua pubblicazione già registrava un milione di utenti e che oggi si è trasformata nel social con il maggiore tasso di incremento della storia, con più di 200 milioni di utenti e più di 20 miliardi di foto archiviate. Segno del fatto che, come spiega il marketing manager Salvatore Russo, «le immagini, e soprattutto i video, sono diventati l’area di crescita più calda e importante dei social network». Nonostante questo, molti users ne fanno un uso inconsapevole e si limitano a identificare questa applicazione con un ammasso scomposto di gattini, selfie, foto di tavole imbandite e outfit. Del resto, capire il suo funzionamento e le sue dinamiche richiede tempo e costanza.

IL VADEMECUM

Per questo con “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche” (edito da Dario Flaccovio) Andrea “Style1” Antoni – tra gli organizzatori dei Tweet Awards e admin della comunità di Instagramers del Friuli Venezia Giulia – ha voluto fornire agli utenti un vademecum per capire la vera essenza e gestire al meglio le funzionalità di questa applicazione il cui «ingresso nelle nostre vite è stato roboante – scrive – insieme a Twitter, ci ha insegnato l’utilizzo e l’esistenza degli hashtag e ha sostituito l’arcaico termine “autoscatto” con il più moderno “selfie”».

In questo manuale semiserio, l’autore indica i vari step per addentrarsi nel mondo di Instagram e prenderci gradualmente confidenza: dall’iscrizione alla compilazione del profilo, dallo scatto all’editing delle foto passando per l’uso dei filtri e degli effetti. Insomma tutto quanto sia necessario fare prima di pubblicare un contenuto. Ma al di là dei dettagli di carattere tecnico e manualistico, Andrea “Style1” si sofferma su altri aspetti che gravitano intorno al (l’apparente) microcosmo di Instagram, e quindi l’importanza della community offline e del come gestirla online. Il tutto correlato da interventi di esperti del settore, esempi pratici e suggerimenti realmente percorribili.

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IL FENOMENO DEGLI “INSTAGRAMERS”

Ma Instagram, come dicevamo, è qualcosa di più di una foto impreziosita da filtri suggestivi. «È un app che permette di condividere sentimenti e sguardi molto personali», scrive Phil Gonzales nel suo contributo al libro di Andrea “Style1” Antoni, «è una rivoluzione simile a quella della Polaroid, con la differenza che ora condividi la tua vita e le tue foto con milioni di persone in soli pochi secondi. La fotografia è una scusa». Proprio lui, il creatore di Instagramers, un movimento di appassionati di Instagram che ha contribuito a trasformare l’app e la cosiddetta iPhoneografia in un fenomeno di massa, spiega: «Nel dicembre 2010 ho scoperto che gli utenti di Instagram volevano conoscersi al di là del mondo virtuale. Cominciai con lo scrivere consigli d’uso per gli utenti in un blog chiamato instagramers.com. Abbiamo dato subito inizio a un movimento di gruppi locali che avrebbero facilitato gli incontri reali a partire da quelli virtuali».

E racconta, dati alla mano: «In quattro anni la comunità di Instagramers creata nella modalità “open source” conta più di quattrocento gruppi in più di sessanta paesi, tra cui l’Italia, dove Instagramers Italia organizza gli eventi di fotografia mobile più importanti del paese. Si organizzano più di cinquanta eventi o Instameets al mese in tutto il mondo. Instagramers è il valore aggiunto di Instagram, al di là dei like e dei follower: aiuta gli utenti più attivi a generare progetti e contenuti di valore artistico e culturale intorno a Instagram».

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INSTAGRAM E LA PROMOZIONE DEL TERRITORIO

Non solo. Consci delle potenzialità di Instagram e di quanto il visual stia guadagnando sempre più terreno nelle strategie di content curation, molti utenti che operano nel settore turistico hanno iniziato a utilizzarlo per fare promozione del territorio. Questo perché ci si è resi conto quanto il racconto per immagini sia importante per aumentare le affluenze turistiche. Importanza sottolineata dal fatto che tutti possono narrare un luogo, persone che ci abitano ma anche ospiti, e che le foto di un Instagramer sono come un suggerimento reale: puoi credere in quello che vedi. E i numeri raggiunti sono impressionati. Il bacino degli Instagramers italiani che lavorando per avvicinare gli utenti al territorio permette di raggiungere quasi 300.000 persone.

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