Nonostante le tante differenze, il calcio è amato allo stesso modo tanto in Israele quanto in Palestina. Le partite della Champions league europea e dei campionati europei vengono seguiti con lo stesso trasporto da entrambe le parti del Muro. Ma ora anche lo sport più famoso del mondo genera contese e tensioni tra i due.

LA MOZIONE PALESTINESE

La Federazione calcistica della Palestina (Palestine football association, Pfa) ha introdotto una mozione nell’ordine del giorno della sessione annuale della Fifa prevista il prossimo 29 maggio a Zurigo. Vuole che siano applicate sanzioni a Israele, che accusano di ostacolare il calcio in Cisgiordania occidentale e nella Striscia di Gaza.

POSSIBILE ESCLUSIONE

“Questa volta non sarà ritirata la proposta. Siamo fermi nella nostra convinzione”, ha detto in conferenza stampa Yibril Rayub, presidente della Pfa. Se tre quarti dei 209 delegati dell’organizzazione voteranno a favore della mozione, la squadra israeliana sarà probabilmente esclusa dalle competizioni internazionali. Già nel 2014, prima dei Mondiali di calcio in Brasile, il presidente della Fifa, Joseph Blatter, riuscì a fermare un voto simile grazie al dialogo con la Federazione calcistica d’Israele (Ifa).

I NEGOZIATI

I negoziati per evitare il voto della mozione sono partiti domenica scorsa. Vi hanno preso parte Blatter, il segretario della Fifa, Jerome Valcke, e i presidenti delle federazioni di calcio di Israele e Palestina, Ofer Eini e Jibril Rajoub. Inoltre, il presidente della Fifa incontrerà nei prossimi giorni anche il presidente palestinese, Abu Mazen e il primo ministro Rami Hamdala per cercare di trovare insieme una soluzione al problema prima del 29 maggio.

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