Il voto è definito nella nostra Costituzione come un diritto/dovere (art.48). Questo binomio che sembra quasi un ossimoro in realtà mette in evidenza un qualche cosa di molto importante che sfugge ai più. Il voto è un diritto del cittadino, certamente. La conquista del suffragio universale, maschile e femminile, si è tradotta in un diritto al voto. Ma votare significa anche assumersi la responsabilità di partecipare al bene comune. Quindi, in questo senso, è un dovere civico: partecipare alla vita della propria comunità è anche un dovere, perché solo essendo parte di queste decisioni si può interferire, positivamente o negativamente, sulle scelte generali.

Il non-voto è quindi un venir meno sia al dovere di partecipare che all’esercizio di un diritto. Di questi tempi, tuttavia, il non-voto è interpretabile come un voto contrario a un’idea di politica e a una certa dirigenza. Sarebbe superficiale classificare tutto il non-voto come un mero atto di pigrizia (si vota la domenica, c’è il sole si va al mare…) o come un disinteresse a prescindere del benessere della propria comunità. Ma è anche vero che l’unica vera alternativa, secondo me, è la partecipazione attiva: alla vita culturale, sociale e politica della collettività.

Per questo ho deciso di prendere un biglietto aereo e tornare a casa. Perché sento il bisogno di prendere parte a questa sfida elettorale e di partecipare. Lo farò dando un sostegno, dove possibile, ai candidati che conosco e di cui ho stima, e votando io stesso.

Per l’occasione torno nella bellissima Pietrasanta. Un comune che definisco una “perla” nella Versilia. Qua si rinnova anche il Consiglio Comunale e si eleggerà un nuovo Sindaco. Il candidato favorito è  Rossano Forassiepi area PD, e tra i candidati al Consiglio c’è anche un giovane Segretario di Circolo, Antonio Orsucci. Ho avuto modo di scambiare due parole con Orsucci e di seguito vi propongo lo scambio.

Perché hai deciso di impegnarti in questa sfida con Forassiepi?

Ho conosciuto Rossano in questi anni di militanza nel PD e come assessore ha dimostrato di essere capace e pronto all’ascolto. Inoltre credo che nei prossimi anni spetti alla nuova generazione di amministratori del centrosinistra, cresciuta durante il mandato di Domenico Lombardi, raccogliere i frutti di quanto seminato e dare a Pietrasanta la possibilità di togliersi qualche bella soddisfazione.

Perché la gente dovrebbe votarti e votarvi?

Non mi piace “dovrebbe” piuttosto invito gli elettori di Pietrasanta a votare PD e, se lo vogliono, a darmi la preferenza perché faccio politica per e con passione; l’unica cosa che prometto è il massimo dell’impegno e della determinazione, e chi mi conosce può confermare che do sempre il massimo in ciò che faccio. Dovrebbe votare centrosinistra e Rossano perché la nostra coalizione è costruita prima di tutto sul programma, sulle cose da fare, e in merito abbiamo le idee chiare. Abbiamo tutte le carte in regola per guardare con fiducia al futuro.

Cosa ti aspetti per il futuro della città, quali sono le cose urgenti da fare?

Non grandi opere, ma una cura maniacale del territorio e dei tesori ereditati, che possono diventare essi stessi nuove opportunità culturali e turistiche per la città: penso alla Rocca di Sala, alla Torre del Salto della Cervia. La tutela attiva dell’ambiente, tema sensibile per l’intera Versilia e che contiene in sé mille sfaccettature come la tutela della salute, nuovi percorsi naturali da percorrere e visitare, nuove opportunità di lavoro. E in questo ambito rientra la valorizzazione della Marina e delle sue caratteristiche e peculiarità.

Sei uno dei più giovani candidati, cosa dici ai ragazzi e alle ragazze più giovani per convincerli a partecipare, votando ma anche impegnandosi in prima persona?

Oggi più che mai la politica sente la necessità dell’impegno delle nuove generazioni: si sente forte la mancanza di una loro rappresentanza, della loro voce in vari aspetti della società che li riguardano: penso alla scuola, all’inserimento nel mondo del lavoro, alle difficoltà di chi vuole rendersi autonomo o costruirsi una famiglia. Se su questi temi non prenderemo parte attiva, sarà sempre qualcun altro a decidere per noi, e sempre di una generazione precedente. Non ho niente contro i “vecchi”, non sono un rottamatore. È fondamentale il contributo di tutti alla vita politica, perché tutti devono essere rappresentati. Ma i giovani possono e devono rendersi protagonisti del proprio tempo e interpreti dei cambiamenti che riguardano l’Italia e il mondo. E uno dei mezzi per farlo è la partecipazione alla politica attiva, a partire dai livelli locali.

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