Peppe e Ciccio s’incontrano al bar come tutte le mattine. Peppe ha un’importante novità. – Ciccio io mi faccio crescere la barba. E poi, vado da Mimmo (barbiere) e mi faccio mettere in testa una lozione per fare diventare i capelli bianchi -. – Peppe, ma che per non sembrare giovane? Pure tu ci sei arrivato, allora. Così è caro mio, questo non è paese per giovani. Qui i giovani, specie se hanno cervello, devono emigrare. Roba da pazzi. Io negli emigrati arabi uniti non ci voglio andare, anche se fanno i salamalecchi ai grattacieli, se ci sono tanti posti di lavoro con i nomi americani. Io voglio rimanere qua, a casa mia -.
Solo che, se vogliamo rimanere qua, ci sono rimaste solo due alternative: o ci facciamo riconoscere che non siamo cervelli, oppure ci dobbiamo fare riconoscere vecchi.
È così. Tu pensa che alcuni giovani laureati ad alto potenziale, che sono sempre cervelli, ma non grossi assai da dover fuggire, sono stati selezionati da Confindustria per fare da “account” a Expo, a Milano. E a chi gliel’accountano? Il loro compito, per cui li hanno formati al termine di una selezione durissima, che è servita per capire chi aveva più potenziale, è di guidare i manager e gli imprenditori in visita a Expo lungo i padiglioni. Li debbono orientare perché pare che questi super-imprenditori e super-manager delle più importanti compagnie nel campo della chimica, dell’agroalimentare, non hanno tempo per guardare con attenzione la cartina di Expo e di documentarsi sui padiglioni. Loro vengono solo per gli incontri B2B. Che sono quelli dove si fanno un sacco di piccioli. Tisi, tisi arrivano e tisi tisi con la testa alta come ai ciechi, rigidi di collo, se ne vanno.
E quindi, l’organizzazione degli industriali, gli assegna un giovane ad alto potenziale. Anche per evitare che con questi che sono tutti ad alto potenziale ci vada a parlare uno con poco potenziale. All’ingresso, ai super manager e ai super imprenditori, ci misurano il potenziale per capire quale giovane gli devono assegnare. Perché non è che tutti i giovani ad alto potenziale, hanno lo stesso potenziale. Anche se, su una cosa i giovani ad alto potenziale si somigliano tutti: il rimborso. Che, giustamente, è di 1000 Euro. Ora, anche se non vogliamo manco sapere quanto ci tocca a uno a basso potenziale se a uno ad alto potenziale ci toccano 1000 euro (di rimborso), la spiegazione è chiarissima. I giovani ad alto potenziale sono gli unici che possono capire che quello che fanno a Expo è un’opportunità e, dunque, non possono pensare che la remunerazione venga solo per via economica. Conta molto di più l’atmosfera. E a Expo si respira l’aria dell’evento. Si declina, si coniuga, s’immagina, si “touch the world”, si “breath the exchange”. Insomma, come è stato giustamente declinato il tema “nutrire il pianeta” dagli Svizzeri, quello dei banchieri furmaggiat, tu giovane devi capire il concetto di “responsabilità”. Potenzialmente potresti prendere tutto quello che vuoi, e nella quantità che vuoi, però quello che prendi poi ti deve bastare per tutto l’evento, fino a Ottobre.
Ora, se qualcuno pensa di chiamare questo modo di declinare il tema “mentalità contadina”, per cortesia, è pregato di abbandonare questa pagina e di andare subito a Expo dove, per punizione, dovrà pagare il season ticket, quello più caro di tutti. E non fatevi neanche venire in testa che quei 1000 Euro somigliano a una specie di reddito minimo garantito, perché questi pensieri sanno troppo di “grillino”, di “pentastellato”. Reprimete questi pensieri da reprobi, da homo condomini lupus.
Ciccio, coraggio, guardiamo al bicchiere mezzo pieno. Oggi su La Stampa ho letto che, dall’inizio dell’anno, sono nate più di centomila start-up e che almeno 1 su 3 è guidata da un under 35. Peppe, miii questa notiziona è. Pero, Peppe non è che le start-up, quando va bene, hanno al massimo un dipendente? Quindi, scusa, ma chi le dovrebbe guidare?

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