Se la scuola v’interessa davvero perché la ritenete l’ascensore sociale, la via attraverso la quale chi ha di meno la può mettere in quel posto anche a chi ha di più, anziché fare della bagarre attorno la riforma un momento di sconchiusaggine come il concerto del primo maggio a Roma, lasciate perdere governo e corpi intermedi e barrate la casella del vostro 5X1000 per uno dei tanti Collegi Universitari. Come l’Einaudi a Torino.
Non c’è nulla che può fare il governo meglio di quanto può fare la comunità che è libera nel fare piccioli e nel destinarli solidaristicamente. Non è necessario mettersi il preservativo e l’amuchina nelle mani per essere dei cristiani. Non è neanche necessario che la destra non sappia cosa fa la sinistra. Tanto, ci sarà poi quella voce sorda e cupa che vi viene a prendere di notte scavandovi l’anima se siete ipocriti e vuoti.
Quindi lasciate stare le chiacchiere, e barrate la casella del 5X1000 per un ente che si preoccupa di offrire una sistemazione efficace e confortevole per i vostri figli che studiano come leggere questo mondo così dannatamente complicato.
Nella sezione del Collegio Einaudi di Corso Lione 24, c’è l’aula multimediale dedicata alla memoria di Fabiana. Se la portò via un male irrispettoso della bellezza. Di quel suo scoppiare di vita che ci voleva la patente D per portarlo. Irrispettoso della sua bravura, del suo stare per laurearsi in ingegneria elettronica giusto dopo pochi mesi. Contro quello schiaffo alla vita, ci pensa quella targa. Quella donazione della famiglia che ha fatto della figlia un catasterismo per tutti coloro che hanno a cuore lo studio e la vita.

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