I prestiti alle imprese italiane continuano a calare registrando una perdita di oltre 22 miliardi di euro, con una media pari a quasi 2 miliardi al mese. Il mercato creditizio sembra però marciare a due velocità diverse visto che i prestiti concessi alle famiglie sono invece aumentati del +0.06% nel corso degli ultimi 12 mesi. Nonostante la generale fase di ripresa del mercato creditizio, sembra quindi che la vera locomotiva del settore siano proprio le famiglie e i privati, probabilmente agevolati dalla vasta gamma di soluzioni e alternative. Per avere qualche esempio basta monitorare il mercato, ad esempio informandosi su Findomestic e le sue soluzioni, o su Fiditalia o ancora su Agos e tutti gli altri operatori.

Prestiti: un mercato a doppia velocità

A delineare in modo dettagliato l’evoluzione del mercato creditizio ci pensa il rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa, basato su una rielaborazione dei dati forniti dalla Banca d’Italia. Secondo i dati relativi agli ultimi dodici mesi ci sarebbe stata una forte crescita dei prestiti concessi alle famiglie di circa 342 milioni, contro un forte calo dei prestiti alle imprese. In crescita sarebbero anche le sofferenze bancarie, stimate su valori di circa 191 milioni e con una crescita di 25 miliardi.

Le erogazione delle banche ed istituti di credito sembrano complessivamente scese, manifestando anche nuove preferenze in merito agli importi richiesti e alla durata. Sono calati infatti i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 9,1 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre a 5 anni) di 25,8 miliardi, mentre quelli di breve periodo (fino a 5 anni), sono cresciuti di 12,5 miliardi. In totale, lo stock di finanziamenti alle imprese è sceso da 828,9 miliardi a 806,6 miliardi con una diminuzione di 22,2 miliardi (-2,69%).

Prestiti alle famiglie in crescita

Decisamente diversa sarebbe invece la situazione per le famiglie italiane. Secondo i dati raccolti nel corso dell’ultimo anno ci sarebbe stato un forte calo dei prestiti personali e del comparto mutui finalizzati all’acquisto di una nuova casa. In crescita invece il credito al consumo salito di 3,8 miliardi, ovvero da 57,1 miliardi a 60,9 miliardi. In questo modo lo stock di finanziamenti alle famiglie è lievemente aumentato in un anno, passando da 598,7 miliardi a 599,1 miliardi con una crescita di 342 milioni (+0,06%).

Nuove strategie d’intervento

Per allineare l’andamento del mercato e rendere più omogenei i livelli di sviluppo occorre quindi stabilire un nuovo rapporto tra le imprese e le banche. Secondo Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, occorre agire da più fronti: “Se da un lato le aziende devono necessariamente trovare nuove forme di finanziamento, alternative a quello tradizionale e bancario, gli istituti di credito, anche nel loro interesse, devono ridiscutere alcune regole e meccanismi di concessione che ora rendono spesso impossibile accedere ai prestiti. Tra la crisi, che ha inevitabilmente portato ad anni consecutivi di bilanci in rosso, e le norme di Basilea per molti allo sportello la strada è sbarrata: insomma, la bufera finanziaria e i regolamenti internazionali sui requisiti di capitale sono stati e sono un mix micidiale”.

 

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