L’equilibrio internazionale del settore lusso e, in particolare, quello dei prezzi dei suoi prodotti è andato in tilt. E ha provocato forti scosse al network economico tra Europa, Cina e America. All’origine dell’onda che si è trasformata in un maremoto di cui ancora non si vedono tutti gli effetti, le ampie e rapide variazioni dei cambi delle valute, in particolare con il movimento al ribasso dell’euro verso il dollaro, che ha mandato in orbita i differenziali di prezzi sui diversi mercati. E spinto quello tra Cina ed Europa ai massimi di tutti i tempi. Con l’aggiunta, per il mercato oltre la Grande muraglia, di interventi politici sul taglio delle tasse, a complicare la visibilità futura.

Dunque, mentre la rivalutazione dello yuan legata al dollaro aumenta il differenziale reale, l’effetto tasse tenderà ad abbassare il prezzo in Cina. Perciò, la prospettiva di affrontare oggi un taglio dei differenziali gonfiati dall’effetto cambio, con la variabile di un ulteriore taglio indotto dalle politiche fiscali, rischia un effetto boomerang futuro sullo shopping in Europa, dove gli acquisti luxury cinesi sono sostenuti esattamente dal differenziale rispetto ai listini in Mailand China.

Il numero attuale di Pambianco Magazine approfondisce le dinamiche e le possibili conseguenze di un complesso cambio di scenario che mette in discussione le strategie di distribuzione e le politiche dei prezzo delle griffe a livello globale.

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