Nell’estate del 2011 il Wall Street Journal rivelava che Berlino e Parigi avevano preteso l’acquisto di armamenti come condizione per approvare il piano di salvataggio della Grecia. E così il leader Papandreou si dovette piegare. Successivamente dalla Germania ottenne uno sconto, “invece dei 4 sottomarini ne acquistò 2 al prezzo di 1,3 miliardi di euro. Ha dovuto prendere anche 223 carri armati Leopard II per 403 milioni di euro, arricchendo l’industria tedesca a spese dei poveri greci”.

Papandreou dovette pagare pegno anche a Sarkozy. Durante una visita a Parigi nel maggio 2011 firmò un accordo per la fornitura di 6 fregate e 15 elicotteri. “Costo: 4 miliardi di euro. Più motovedette per 400 milioni di euro. Per il 2012 la Grecia prevedeva una spesa militare superiore ai 7 miliardi di euro, il 18,2 per cento in più rispetto al 2011, il tre per cento del Pil”, così descriveva la generosità europea pagata con gli interessi dai greci il giornalista del Corriere della Sera Marco Nese il 13 febbraio 2012.

Oggi scopriamo che il via libera per il definitivo prestito da parte della UE, in particolare dalla Germania che solo oggi approverà il piano, è conseguenza anche del magnifico affare fatto dai tedeschi con il contratto di gestione quarantennale di 14 aeroporti greci, promessi già da Samaras. Il FMI e la Ue nei mesi scorsi hanno deciso che di armi alla Grecia non se ne potranno più vendere, i saldi sono già stati fatti negli anni scorsi, ora è il tempo delle “privatizzazioni”. Dopo gli areoporti si passerà ai porti, chi vincerà le grandi gare? Cinesi, russi o olandesi e francesi?

Lo vogliamo chiamare con il suo nome questo prestito, tra l’altro già prenotato da banche e assicurazioni e intermediari finanziari? Diciamolo, allora come oggi si tratta di un “ricatto” che tra amici e famigliari non si dovrebbe nemmeno immaginare. Una bella e generosa Europa che si ricatta a vicenda e si occuperà, speriamo, dell’esodo epocale dei migranti, non per le allarmanti cifre pubblicate ieri nel Report di Frontex, ma per via delle proiezioni e le reazioni che proprio in Germania si stanno manifestando e di cui con chiarezza parla la BBC:” Il Governo tedesco prevede che nel 2015 potranno esserci 450,000 domande di rifugiati politici, ma questo numero potrà crescere sino a 650,000”.

E’ troppo chiedersi e chiedere, per rispetto del principio di trasparenza, che Eu e Italia forniscano spiegazioni credibili e veritiere su ciò che sta accadendo, non solo la fine della falsa solidarietà fraterna, ma pure la speculazione affarista e politica sulla pelle di poveri greci e derelitti migranti che scappano dalle bombe? Cosa c’entra questa EU con il De Gasperi che celebriamo in questi giorni?

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