Più che un emendamento un ammendante. Il cosiddetto “americano” -free speech- da essere il diritto dei diritti si è ridotto a essere una gabbia claustrofobica di illiberalità. Da sinistra, per lo più. Da un bel po’ di tempo, per lo meno.
In America, dove sono sempre più avanti, e cioè praticamente al tramonto, ci s’indigna per una canzone come la hit di Robin Thicke. In America, se per caso, a maggior ragione se hai una certa visibilità, ti viene in mente di affermare pubblicamente che due omosessuali maritati ti fanno impressione, altro che coperto dall’emendamento – che poi è proprio il primo – finisci sotterrato di ammendante. Ecco.
Ora, anche se in Europa ci arriviamo sempre dopo, quell’auretta assai docile e gentile del paradosso del free speech è iniziata a soffiare da un po’. Ora sussurrando e bisbigliando piano piano tra le teste di chierici e perbenismi conservatori alla rovescia, quindi ronzando sempre più molestamente come un mulinello di mosconi. In Spagna, dove si tuona festanti al ritorno della “sinistra”, sulla scia della crescita di consensi di Podemos, il free speech radicale, un po’ vaffanculista, per fare della lotta un paradosso, anziché prendere il toro per le corna, quello della corruzione e del clientelismo, se l’è presa con i tori e toreri veri e propri. E, dunque, al bando le Corride. Al loro posto le bici.
Essere contro, essere critici e ipercritici fa bene, è l’unico antidoto alla corrente di stupidità che è ormai più influente di quella del Golfo. Però quando il diritto di andare contro è fortificato dal politically correct impedendo a chi vuole andare contro a chi va contro, beh l’emendamento si è fatto, per l’appunto, mero ammendante. E allora che gli salti via il sellino da quelle bici quando i free speecher montano su.
Verrebbe da dire che chi intende abolire la Corrida è un fesso e forse pure un poco ricchione. Non sa che la Corrida non è uno sport ma una tragedia. Un momento estetico puro, quello in bilico tra la vita e la morte, tra l’amore e l’odio. Solo gente che ha fatto la scuola serale può confondere quell’intreccio di sguardi tra un uomo e un toro, tra un uomo e una donna con una retriva “rape culture”.
Ma che volete, tra la sinistra contestataria del dopoguerra e Podemos c’è la stessa distanza che c’è tra Hemingway e Saviano, o Paolo di Paolo. Tra le ficcate e le pugnette. Fatte in bici, ovvio. Più che un emendamento, un ammendante.

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