Sono tre gli esponenti laici che don Juliàn Carròn ha schierato al suo fianco in questa fase storica particolarmente complessa per la vita di Comunione e liberazione. A 10 anni dalla scomparsa del fondatore don Luigi Giussani, il Movimento si trova infatti nel bel mezzo di un delicato passaggio scandito da riposizionamenti nei rapporti con il potere sia politico che ecclesiastico, adesione alla pastorale di Francesco (cosa che crea qualche mugugno nella base) e fermenti interni contro la nuova impostazione giudicata da alcuni aderenti troppo rinunciataria sul fronte della presenza pubblica se non addirittura prossima a una deriva da “scelta religiosa” in stile Azione Cattolica (cosa questa che don Carròn ha nettamente smentito in una recente intervista a Tv2000). Si è arrivati persino ad esternazioni pubbliche di dissenso se non addirittura, in alcuni casi estremi, a vibranti proteste.

Per tenere ben salda la sua linea, il sacerdote spagnolo ora alla guida di Cl (e scelto per quell’incarico proprio da don Giussani) può contare su tre collaboratori di primo piano: Alberto Savorana, già direttore del mensile Tracce e oggi portavoce del Movimento oltre che autore di una monumentale biografia su don Giussani; l’ex direttore di Radio 24 e del Velino e ora alla guida del Centro Internazionale di Comunione e liberazione, Roberto Fontolan; infine Davide Prosperi, ordinario di chimica all’Università statale di Milano.

IL RUOLO DI PROSPERI

Membro del Consiglio di presidenza della Fraternità di Cl, il professor Prosperi è divenuto negli ultimi anni il vero braccio destro di don Carròn. Di fatto, ha preso il posto da leader laico del Movimento ricoperto fino a qualche anno fa da Giancarlo Cesana, docente di Igiene all’Università Bicocca di Milano e attualmente presidente del Policlinico di Milano. E’ Prosperi, ad esempio, a salire sul palco durante gli esercizi riminesi della Fraternità per leggere gli avvisi (particolare di una certa rilevanza nella vita ciellina), lui a intervenire pubblicamente per chiarire quale sia la linea ufficiale

CESANA AI MARGINI

L’esclusione di Cesana dai vertici non è passata inosservata nella base: negli ultimi 5 anni l’ex responsabile ha partecipato a soli 3 incontri al Meeting, senza salirvi sul palco (evidentemente perché non invitato) sia nel 2013 che nel 2015. Cesana inoltre non gira più l’Italia per incontrare le comunità del Movimento, tanto che per dare spazio alle sue parole è dovuto intervenire Tempi che in uno degli ultimi numeri ha dedicato diverse pagine a un suo recente intervento.

IL RUOLO DI ANDREA SIMONCINI

Con Prosperi, Andrea Simoncini riveste un ruolo di una certa importanza tra i responsabili del Movimento di Cl. Cinquantuno anni, Simoncini è un fiorentino di adozione essendo di origini abruzzesi (di Giulianova). E’ stato allievo e collaboratore del presidente emerito della Corte costituzionale, Ugo De Siervo e proprio quest’anno ha pubblicato per Cambridge University Press il volume “Pope Benedict XVI’s Legal Thought”. Ma nel curriculum di Simoncini c’è tutto il lungo impegno della militanza in Cl, a partire dalla presenza politica in Università con i Cattolici popolari alla fine degli anni ‘80 (con i quali venne eletto componente del Consiglio universitario nazionale). A Firenze ha collezionato diversi incarichi: è stato nel consiglio del Maggio musicale fiorentino e attualmente siede nel Comitato d’Indirizzo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Conosce bene il consigliere renziano Marco Carrai e pure il sindaco fiorentino Dario Nardella, la cui moglie è vicina a Cl.

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