Venezia ha fatto diventare il cinema un’arte, per la prima volta. Arte in una città d’arte, che crea una meta-arte irresistibile. I suoi ponti sembrano dossi che invitano a rallentare e poi fermarsi per poter osservare paesaggi a volte cupi, cavernosi, spaesati, a volte piccoli e brillanti, altre volte ancora inesauribili e ristoratori. E sempre ispiratori. Allora ti lasci fermare e fotografi. Fotografi una città con fondamenta fragili che però hanno costruito una possente storia. Anche del cinema.

E oggi il festival del cinema più antico del mondo Formiche.net ve lo vuole raccontare tramite un’altra meta-inquadratura. Quella dei fotografati che fotografano se stessi. Quella del dietro le quinte, della preparazione al tappeto rosso, del sottocoperta nei giri in barca, delle valigie pronte a partire, della colazione vista Lido, dello scorcio osservato dalla sedia del bar. Sono loro che parlano di se stessi tramite il loro punto di vista e ci raccontano, così, una visione personale di Venezia 72°.

L’INIZIO

La prima mostra internazionale d’arte cinematografica fu nel 1932, nacque da un’idea del presidente della Biennale di Venezia. Tutto ebbe inizio quando sulla terrazza dell’Hotel Excelsior comparvero Greta Garbo, Vittorio De Sica e Boris Karloff e quando sugli schermi venne proiettato per la prima volta “Il dottor Jekyll”.

Il primo scandalo

Nel corso della seconda edizione, nel 1934, la mostra vantava già il suo primo scandalo: durante una sequenza di “Estasi”, del regista cecoslovacco Gustav Machatý, l’attrice Hedwig Kieslerová, conosciuta successivamente come Hedy Lamarr, apparve sul grande schermo in quello che fu il primo nudo integrale della storia del cinema.

IL 72° FESTIVAL DI VENEZIA, ECCO LE FOTO DELLE STAR

Anni ’30

All’inizio la mostra non era competitiva. Registi e attori si riunivano nella città d’acqua solo per guardare quei film che poi divennero grandi classici: “Frankestein”, di James Whale, “Proibito” di Frank Capra e “Uomini, che mascalzoni…” di Mario Camerini. E nel 1938 anche la mostra subì pressioni fasciste: vinsero il film tedesco “Olympia” e “Luciano Serra pilota” di Goffredo Alessandrini, due film di propaganda, seppure il primo sia ancora oggi riconosciuto come un capolavoro del cinema degli anni trenta.

Anni ’40

A caratterizzare questo nuovo percorso è il Neorealismo italiano e i suoi tanti film, quali “Paisà” di Roberto Rossellini e “La terra trema” di Luchino Visconti. Ma come spesso accade ai Festival di cinema, i più acclamati dalla folla non furono gli stessi premiati dalla giuria. I registi italiani non ottennero granché.

Anni’50

Sono gli anni del nuovo cinema: quello giapponese, quello indiano e anche quello dell’Est europeo. Sono gli anni anche di Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni, di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, che vengono consacrati proprio dalla loro presenza al Lido. E insieme a loro si affacciano giovani registi che contribuiscono ad arricchire quello che per alcuni è considerato il periodo tra i più brillanti del cinema italiano: Francesco Rosi, con “La sfida” ed Ermanno Olmi con “Il tempo si è fermato”.

SECONDO GIORNO DI VENEZIA 72°, LE FOTO DELLE STAR

 Anni ’60

Dal 1969 al 1979, a causa delle agitazioni sociali sessantottine, la rassegna si tenne a singhiozzo (venne sospesa negli anni 1973, 1977 e 1978) e non furono assegnati premi. Il Leone d’Oro fece il suo ritorno solamente nel 1980, in doppia copia per la vittoria ex aequo di Louis Malle e John Cassavetes. Ma questi sono anche gli anni dell’ovazione ricevuta da “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti e di altri giovani registi italiani quali Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Vittorio Taviani, Tinto Brass, Marco Ferrari, Marco Bellocchio e Valerio Zurlini. 

Anni ’70

È il decennio di Kubrick e del suo modo dirompente di padroneggiare diversi generi cinematografici. Presentò “Arancia Meccanica” proprio quando George Lucas trasmetteva sui grandi schermi Guerre Stellari. E furono gli anni anche dell’introduzione di un altro importante premio: il Leone d’Oro alla carriera, che nel 1972 venne destinato a Charlie Chaplin.

Anni ’80 –

Fa capolino Nanni Moretti negli anni in cui sugli schermi si proiettano “Gli Intoccabili” e “Gente di Dublino”. Sbarca il capolavoro futuristico Ridley Scott “Blade Runner” e fece il suo ingresso il primo mafia-movie “C’era una volta in America” di Sergio Leone. Ma anche “Indiana Jones” di Steven Spielberg e il meta film cartonizzato “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. 

FESTIVAL 72°, LA VITA DELLE STAR

Anni ’90

Il Lido torna ad ospitare le superstar hollywoodiane, come Jack Nicholson, Harrison Ford, Bruce Willis, Kevin Costner, Mel Gibson, Nicole Kidman, Tom Hanks e Denzel Washington. A questi nomi di interpreti di film presenti alla rassegna, vanno aggiunti gli altrettanto prestigiosi Leoni d’Oro alla carriera: Alberto Sordi, Sofia Loren, Dustin Hoffman, Al Pacino, Robert De Niro, Francis Ford Coppola, che nel 1992 ricevette il premio insieme all'”idolo di casa” Paolo Villaggio, il primo attore comico a ricevere tale riconoscimento.

Anni 2000

Evento clou degli ultimi anni ’90 è stata la première dell’ultima opera di Stanley Kubrick, “Eyes Wide Shut”, un evento speciale in grado di richiamare al Lido di Venezia moltissimi spettatori, grazie anche alla coppia protagonista, Nicole Kidman-Tom Cruise. Poi fu il tempo di Martin Scorsese e la sua visione del cinema italiano, con “Il mio viaggio in Italia”, il film collettivo “11 settembre 2001” uscito nel 2002, e poi “Anything else” di Woody Allen, “I segreti di Brokeback Mountain” di Ang Lee e, nel 2007, il premio alla carriera destinato a Tim Burton. 

E gli anni 2010, ve li ricordate? 

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